Chi mi conosce sa che mi definisco un pessimo fotografo di paesaggi. Non sono nelle mie corde, faccio fatica a vedere uno scatto nella bellezza del paesaggio privo di persone.

C’è una cosa però che mi affascina ed è la fotografia di luoghi in notturna. Devo ammettere di non avere tantissime scatti in archivio, ma ogni volta che sono riuscito a racchiudere in una foto le sensazioni che la notte portava con se  è stata per me fonte di grande soddisfazione. La più grande in assoluto in una notte di agosto nel deserto del Kalahari. Mi trovavo nello Xaus lodge, nel Kgalagadi Transsfrontier Park,al confine tra il Sudafrica e la Namibia  sperduto in mezzo alle dune con il centro abitato più vicino ad oltre 50 km. Un viaggio di oltre otto ore per arrivare a queste quattro palafitte in mezzo al nulla più totale. Durante la notte il buio è assoluto, nessun inquinamento luminoso limita la vista della volta celeste. Le stelle sembrano cosi’ vicine da poterle toccare e la via lattea è una striscia ben definita in mezzo al cielo. Io è il proprietario del lodge, appassionato di astronomia. Con me avevo solo un mini treppiede della manfrotto, nei miei viaggi lo porto sempre con me. Esposizione di 30 secondi e 3200 iso per immortalare lo spettacolo sopra di me…

Big 5 Educational Marzo 2011

La fotografia notturna in effetti  tecnicamente non è difficile ma a mio avviso offre un punto di vista assolutamente originale. E’ sicuramente indispensabile un cavalletto, o comunque un supporto stabile per permettere lunghe esposizioni ed il gioco è fatto.

Con la pratica vi accorgerete che per ottenere una qualità migliore è preferibile allungare il tempo di posa piuttosto che alzare troppo gli ISO, cercate dei contrasti tra luce e il nero della notte e il risultato sarà sicuramente di forte impatto.

Non avete una reflex? non vi scoraggiate… la panoramica del ponte di Brooklyn a New York è frutto di tre scatti uniti  fatti con un compattina, la Laica Dlux 5 appoggiata su una ringhiera…come dire:  less is more.

brooklyn

Un’altro degli scatti a cui sono più legato è il ritratto qui sotto. Sono nel  Makgadikgadi Pan, una delle pianure di sale più vaste al mondo nella zona nord ovest del Botswana. Un’ infinita distesa bianca. Dopo parecchie ore di viaggio decidiamo di fermarci per consultare il GPS e trovare un luogo sicuro per montare le tende. Siamo soli, intorno a noi solo il silenzio e la notte che avanza. La foto è un semplice autoscatto, io appoggiato al pneumatico della mia Jeep con la notte a fare da sfondo.

  • torta mele
  • torta carciofi
  • Panfarfalle FGD Milano