Ogni giornata ha bisogno di una colonna sonora che dia una sfumatura più intensa alle piccole e alle grandi cose che vivete, dal piacere di sorseggiare il vostro caffè mattutino prima di recarvi in ufficio al sollievo che provate quando guardate l’orologio e vi rendete conto che è finalmente giunta l’ora di spegnere il pc (e il cervello).

Se siete ancora alla ricerca della vostra soundtrack odierna e vi serve qualcosa che vi dia la carica, credo di avere il consiglio musicale perfetto per voi. Vi propongo un brano che vi farà entrare subito nel mood giusto: “Wait For Me” dei Kings of Leon.

 

 

La storia dei Kings Of Leon inizia nell’ormai lontano 1999, quando i fratelli Caleb Followill (voce e chitarra ritmica), Nathan Followill (batteria e percussioni) e Jared Followill (basso) insieme al cugino Matthew Followill (chitarra solista) hanno deciso di unire le forze e di trasformare la loro grande passione per la musica in una professione.

Il sound delle origini dei KOL è stato fortemente influenzato dal southern rock e dal blues ma, con il passare del tempo, lo stile della band ha assunto sfumature più variegate che sono sfociate nell’alternative rock e nel rock vero e proprio. E che dire a proposito del nome “Kings Of Leon”? L’ispirazione arriva dalla forte religiosità della famiglia Followill: l’idea iniziale “Kings Of Zion” viene ribattezzata da Caleb “Kings Of Leon” in onore del nonno Leon.

Tra i maggiori successi della band ricorderete sicuramente le hit “Sex On Fire” (2008) e “Use Somebody” (2009), così come la bellissima “Pyro” (2010), quest’ultima coverizzata da un’artista che apprezzo molto e della quale vi parlerò prossimamente: Michelle Branch.

A proposito di singoli che colpiscono nel segno, alla lista si è aggiunto di recente “Wait For Me“, brano che sto ascoltando senza sosta da giorni e che è incluso nel nuovo album “Mechanical Bull“, in uscita proprio oggi.

 

Mechanical Bull Kings of Leon

 

Volete un paio di curiosità sul disco? Eccovi accontentati: 1) Tra i vari titoli papabili, i Kings Of Leon hanno scelto “Mechanical Bull” ispirandosi al film “Urban Cowboy” con John Travolta. 2) Nathan Followill descrive il nuovo lavoro della band come una sorta di energico prosieguo dei primi due album dei KOL.

Se volete farvi un’idea più concreta di ciò che vi aspetta in “Mechanical Bull” ascoltate “It Don’t Matter” e “Supersoaker“, molto indicativi del mood del disco, ma il mio consiglio è quello di farvi una full immersion negli 11 inediti inclusi nella tracklist (più due bonus track inserite nella Deluxe Edition dell’abum)… non ve ne pentirete!

A seguire trovate la playlist su Spotify dedicata a “Mechanical Bull”, mentre qui potete acquistare l’ultima – bellissima! – fatica dei Kings Of Leon. Enjoy!