Il 2014 è appena iniziato e sono certa saranno migliaia gli italiani in procinto di realizzare un sogno: fare le valigie e trasferirsi a Londra.

Oggetto: Sogni da realizzare

Ciao Cristina,? mi chiamo Alessio ho 35 anni e ti scrivo da Genova.? Sono appassionato di fotografia da sempre e ultimamente sto iniziando a pensare ad un sogno che tu conosci bene: mollare tutto e partire per Londra. ?Vorrei trasferirmi lì con la famiglia: io, compagna e figlioletto di 2 anni. (…) ??A livello lavorativo sto anche pensando di venir sin lì per fare il fotografo perché credo che il livello di questo lavoro a Londra sia piuttosto alto.

Mi chiedevo (visto che ci sei passata), è complesso emigrare in Inghilterra? ?Intendo a livello burocratico: visti, permessi, requisiti che devi avere, ecc, ecc…?(…)

La e-mail di Alessio, è solo una di quelle che ricevo ogni giorno da parte di chi ha deciso di impacchettare desideri ed aspirazioni e, con una buona dose di coraggio, “mollare tutto” all’inseguimento di un progetto più grande: realizzare i propri sogni.

Ma quanti siamo a fare questa scelta?

Le statistiche parlano chiaro: le nuove cifre da poco rese pubbliche a Londra parlano di un incremento del ben 52% di italiani che, in un solo anno (dal 2012 al 2013), hanno richiesto il National Insurance Number, un documento indispensabile per chi vuole risiedere nel territorio inglese per studiare o lavorare. Del resto basterà farsi una passeggiata per le strade della Capitale del Regno Unito per rendersi conto di quanti siamo; non c’è angolo della città, infatti, in cui non sentirete parlare italiano. In bar, ristoranti, negozi, strade e locali, siamo sempre di più.

E poi, sì… insomma, diciamolo: non sono più solo i “cervelli in fuga” ad emigrare, piuttosto che i ragazzini alla ricerca di un’esperienza all’estero, o magari spinti dal desiderio di imparare una nuova lingua.

Sempre più numerosi, infatti, sono infatti gli over 30 (fonti ufficiali parlano del 25% di emigranti tra i 30 e i 40 anni) che, spinti dalla crisi in cui il nostro Paese si trova ormai da mesi (anni?), cercano un’alternativa alla frustrazione. Ed ecco allora che ci si ritrova a rimboccarsi le maniche, mettere titoli ed ambizioni in valigia, rimettere tutto in discussione e prenotare quel biglietto sola andata, sperando che i sogni, da troppi anni chiusi in un cassetto, possano finalmente diventare realtà.

Ma come fare? Quali i primi passi per cercare lavoro, conquistare il National Insurance Number e dare inizio ad una nuova vita oltremanica?

Parte la ricerca sul web.

Centinaia i siti che promettono supporto ai nuovi arrivati… attenzione però, la truffa è dietro l’angolo. Non sono pochi infatti gli italiani che, attirati da prezzi più o meno “abbordabili”, si affidano a sedicenti agenzie che promettono magari di trovare casa, lavoro e sbrigare pratiche burocratiche che, credetemi, non hanno nulla di tanto complicato da dover pagare qualcuno per farle, per poi… puff… sparire!

I 550.000 italiani al momento residenti oltremanica sono infatti un goloso target per chi cerca guadagno facile.

Come fare dunque per evitare di essere vittime di truffe e raggiri?

Valgono ovviamente i soliti consigli: affidarsi ad amici o conoscenti che già abitano oltremanica o a siti “ufficiali”, la cui attendibilità sia certa, ma soprattutto, non stipulare contratti senza aver incontrato l’altra parte. Che si parli della ricerca di lavoro o di casa, sembra incredibile, ma sono ancora molte le persone che si “fidano” ed inviano soldi prima ancora di vedere la proprietà o sostenere un colloquio. In fondo, si sa, decidere di cambiare Paese è complicato e, a volte, non è facile comprendere quali siano i giusti passi da compiere… ed ecco le tips da segnare sul vostro taccuino:

1) Siete italiani, fate parte dell’Unione Europea e quindi non necessitate di nessun tipo di permesso di soggiorno, ma l’unica cosa di cui avrete bisogno è il vostro documento di identità (meglio il passaporto, comunque).

2) Per cercare lavoro non fidatevi di chi vi promette traduzioni del vostro curriculum: in Inghilterra il C.V formato Europass non è accettato e, se volete affidarvi a professionisti, come vi ho già suggerito in precedenza, un buon esempio lo trovate qui.

3) Per cercare casa potete usare siti popolari come Gumtree e Spareroom, ma ricordandovi che anche lì ci sono molti annunci fasulli. Per andare sul sicuro vi basterà aspettare di vedere la proprietà e firmare un regolare contratto prima di elargire somme di denaro.

Spaventati dalla burocrazia?

Udite, Udite…! Dal prossimo 8 gennaio abbiamo un’arma in più.

Dalla volontà del consolato, infatti, su ispirazione dell’ambasciatore italiano Pasquale Terracciano, nasce Primo Approdo, un progetto che prevede un ciclo di seminari, teso a spiegare quali sono i primi passi da compiere a livello legale, fiscale, medico ed accademico per stabilirsi in Inghilterra e Galles. Tre incontri al mese consegneranno nelle vostre mani una bussola per orientarvi nella giungla delle pratiche da sbrigare una volta trasferiti. Esperti ed italiani, che vivono già da molti anni all’estero, condivideranno le proprie esperienze e ogni dubbio avrà una risposta. Una bella iniziativa a cui seguirà la pubblicazione di un manuale, che a breve sarà online sul sito del consolato.

A venti, trenta o quarant’anni, non c’è età in cui non sia giusto cercare di realizzare i propri desideri, accettando rischi e conseguenze delle proprie scelte, ma avere qualche strumento in più per difenderci da brutte sorprese è sempre una buona notizia.

Se è vero che realizzare i propri sogni ha sempre un prezzo ed anche voi siete tra quelli che hanno iniziato il nuovo anno con un biglietto sola-andata in tasca, dunque occhi aperti e la vostra esperienza sarà di certo memorabile.