Chi si occupa di ricercare le ultime novità in materia di consumi e di retail non può che osservare con grande interesse la Milano dei giorni del Salone del Mobile.
Una delle storie più belle che abbiamo incontrato girovagando per il Fuorisalone 2013, riguarda alcuni designer, che si sono presentati alla Fabbrica del Vapore con le loro creazioni provenienti dalla città di Ishinomaki in Giappone.
La città di Isinomaki è stata colpita dallo tsunami dell’11 marzo 2011.

Dopo un mese dalla tragedia l’architetto e designer Keiji Ashizawa, con il pallino per un “design onesto”, decide di partire da Tokyo per andare a fare visita ad un suo amico Takahiro Chiba, un ristoratore di Ishinomaki che nello tsunami ha perso la sua attività. Dall’incontro dei due nasce Ishinomaki Kobo, il Laboratorio di Ishinomaki.

Inizialmente il Laboratorio è uno spazio pubblico, dove gli abitanti della città sono aiutati nei lavori fai da te per aggiustare, recuperare quanto distrutto e per realizzare e progettare oggetti d’immediata utilità per  i prefabbricati d’emergenza o per arredare spazi comuni privi di tutto.

Il progetto ha attratto via via la passione e l’impegno di diversi e premiati designer, che collaborano a supportare l’attività del Laboratorio, sia come insegnanti sia come progettisti.  Ed è grazie al modo unico di reinterpretare l’oggetto di questi progettisti d’eccezione che le produzioni del Laboratorio si rivelano fin da subito qualcosa di straordinario.  Lo spirito frugale del campo militare, la solidità e la funzionalità dell’equipaggiamento d’emergenza, si uniscono alla scintilla geniale che solo il designer di razza riesce a imprimere alle proprie creazioni.

A due anni di distanza Ishinomaki Kobo è cresciuto e da progetto d’emergenza si sta trasformando in un motore per lo sviluppo dell’economia della e della socialità cittadina. Vincitore del Japan Good Design Award 2012, il Laboratorio vede ormai parte delle proprie produzioni di mobili destinate alla vendita sul mercato nipponico. E ai mobili si sono aggiunte le produzioni di borse e pochette, pensate dai designer che aderiscono al progetto, e realizzate interamente da donne della città e già commercializzate in Giappone e a Parigi.