Duole dirlo, soprattutto per chi ama questo supereroe della Marvel più di ogni altro, ma Iron Man, il primo del 2008, sembra di un’altra epoca. Già con Iron Man 2 del 2010 s’era perso qualcosa, ma ancora c’era grande forza esplosiva, grazie soprattutto a… ve lo dico dopo.

Titolo originale: Iron Man 3
Produzione: Stati Uniti d’America
Anno: 2013
Durata: 130 min
Genere: Azione, Supereroi, Fantascienza
Regia: Shane Black

Nel primo Tony Stark (Robert Downey Jr., sempre bravissimo), immerso nell’esoscheletro più bello e potente di tutti i tempi nel quale diventa Iron Man, fronteggia ribelli afghani, nel secondo rivali della Stark Industries “stranamente” dai nomi russi, in questo torniamo al terrorismo mediorientale, con un fantomatico Mandarino che minaccia il pianeta, al solito minacciando gli USA. Stavolta chi vuole sconfiggerlo non punta a costruire un’armatura più potente, ma punta su tecnologie di rigenerazione di ossa e tessuti, come fanno le salamandre in parte. Quella tecnologia ha però un difetto che può essere sfruttato come arma se dominato: produce un enorme calore. Anche le armature si sono nel frattempo evolute grazie al grande impegno di Tony. Versioni “standard” sono in dotazione all’esercito, mentre lui lavora ad altre in grado di agire autonomamente e in particolare ad un sistema di indossatura automatico che può agire anche a distanza.

Senza dire troppo come sempre, i punti di forza di questo terzo episodio, purtroppo, si esauriscono quasi tutti qua. Gli aggiungiamo la solita bella presenza di Gwyneth Paltrow nei panni di Pepper, la segretaria/compagna di Tony, la quale si concederà un po’ più di azione del solito, proprio da supereroina.

Sui punti a mio parere deludenti invece non so nemmeno da quale cominciare.

Troppa inutile CGI. Capisco che i 140mln di dollari del budget del primo Iron Man forse non era più il caso di spenderli, però mantenere questo eroe coi “piedi per terra” l’avrei apprezzato.

Come mai non è uscito a Natale? Visto che è ambientato in quei giorni forse era il caso. Tra l’altro sentire a più riprese Gingle Bells non è proprio quello che un fan di questo eroe si aspetta.

Guy Pearce ce la mette tutta, impietoso però il confronto coi due cattivi che l’han preceduto, Mickey Rourke e Jeff Bridges, gente proprio di un altro pianeta.

Si potrebbe dire ancora ma inutile infierire, il film poi tutto sommato si può anche guardare, ha una certa spettacolarità, necessario ovviamente calarsi mentalmente nel genere.

Solo una cosa non posso esimermi dal criticare, e questa pesantemente: la colonna sonora, che è pietosamente mielosa fatte le debite proporzioni. Circolavano teaser di Iron Man 3 da tempo, veri o fasulli non saprei ma tutti credevamo a qualcosa che non si poteva nemmeno discutere dopo aver visto il 2, e cioè che gli AC/DC, immarcescibile gruppo rock metal, avrebbero accompagnato con pezzi storici ed originali il nostro eroe. La loro assenza, quella di una musica protagonista assoluta, ha decretato il de profundis definitivo e trasformato il film in un action quasi da produzione in serie, addolcito, che non graffia, non esplode. Che c’entri la Walt Disney in tutto questo, visto che ha rilevato la Marvel nel 2009? Mentre che mi pongo questo inutile quesito, mi ascolto un pezzo della o.s.t. di Iron Man 2, per rifarmi il palato, in una grandissima performance live

Nonostante tutto, rimane il mio supereroe preferito, quello che sento più vicino, che ogni volta che lo vedo mi fa sperare nella tecnologia con ottimismo. L’esoscheletro è una delle possibili soluzioni al problema della disabilità motoria, argomento che mi interessa particolarmente. In questo terzo episodio s’è aggiunta anche la tecnologia della rigenerazione di organi e tessuti, un’altra meravigliosa scienza alla quale si sta lavorando.

Speriamo, senza armi, di vedere al più presto molti Iron Man ex-disabili in giro.