Oggi vi do un assaggio della vita da expat, aprendovi le porte del magico mondo di Internations!

Internations è la prima e, oserei dire, la più diffusa organizzazione per “espatriati”, a Budapest come altrove (recentemente ho scoperto che è presente anche a Milano, io ovviamente me l’ero persa!). Se vi siete appena trasferiti all’estero o è vostra intenzione farlo, vi consiglio vivamente di iscrivervi: entrare nel gruppo e condividere l’esperienza con altre persone come voi, vi farà immediatamente sentire meno soli, e allontanerà qualunque rimpianto o nostalgia.

A Budapest ne fanno parte sia ragazzi stranieri, sia ragazzi ungheresi cosmopoliti – d’altronde da queste parti il numero delle multinazionali continua a crescere, quindi i team di lavoro misti sono numerosissimi. Per un inizio soft potete fare come me: scegliere di iscrivervi gratuitamente come basic member e partecipare alle feste, che si tengono una o due volte al mese, come ospiti paganti. Se poi ci prendete gusto, con una fee mensile potete diventare albatross member e avere cosi accesso a tutta una serie di altri happening, gruppi, attività ,scadenzati settimanalmente e divisi per interessi (sport, musica, libri, business…).

Si può dire che il nostro network di amici deriva da qui. Con loro ci si frequenta ormai anche e soprattutto fuori dagli eventi Internations, ma partecipare a queste reunion è sempre un modo carino per fare nuovi incontri, conoscere persone che condividono le tue passioni, scoprire i locali più in voga del momento, scambiarsi idee e consigli, trovare storie.

E’ così che mi sono imbattuta in una coppia non più giovanissima di Americani. Dopo la pensione cercavano una città della Vecchia Europa carina e non eccessivamente cara dove ritirarsi e hanno scelto Budapest… non male, eh!! Vivono appena fuori città e si spostano in treno, anche la sera!

Capita anche che due amiche, una russa e una ucraina, ti facciano capire quanto sciocche e inutili siano le diatribe fra Paesi. Che bellezza!

Internations Budapest

Partecipare a queste feste per me è un po’ come tornare indietro ai tempi dell’Università, quando ogni uscita era una scoperta e ogni serata poteva riservare qualcosa di inaspettato. I gruppi sono fluidi, si formano, si sfaldano e si riformano. Qualcuno si cerca, qualcuno si nasconde, ogni nuovo arrivo accende una miccia, ogni racconto è un faro acceso sul futuro, ogni novità è una boccata d’aria buona.

Il gruppo degli Italiani è uno di quelli più numeroso, e la cosa non mi dispiace: è bello vedere che c’è un po’ di Italia ovunque nel mondo! Alcuni di loro parlano ungherese e vivono qui stabilmente, altri sono di passaggio prima della prossima destinazione. Devo dire che le loro esperienze mi fanno un po’ invidia, e a volte mi sento piccola piccola e un po’ provinciale …

Di questi ragazzi ammiro moltissimo il coraggio, l’apertura mentale, le competenze, la capacità di rischiare e mettersi in gioco. Condividere una parte dei loro percorsi è un privilegio.

Una cosa ci accomuna tutti: questa città ci rimarrà nel cuore per sempre.