Ve lo dico subito: non vi svelerò la risposta all’eterna domanda…meglio Canon o Nikon?

Meglio l’attrezzatura giusta al momento giusto!

Negli anni ho utilizzato entrambi i corredi: il passaggio da un marchio all’altro è stato dettato unicamente da esigenze di “condivisione” attrezzatura con colleghi in caso di necessità  e non per la qualità del prodotto in sé. Parliamo di attrezzature di altissima qualità e costi… ecco perché non fa, a mio avviso, differenza il marchio. Diciamo che è una questione del tutto soggettiva e, avendo provato il top sia di Canon che di Nikon, per quanto mi riguarda si equivalgono al 100% (cavolo alla fine ho risposto!).

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Detto questo veniamo alla mia amata e pesantissima borsa!

SI’, proprio lei, il primo elemento fondamentale è proprio lei. Un resistentissimo e completamente stagno trolley della Pelican.

Il vantaggio di questo tipo di borsa è la resistenza e la protezione totale (in qualsiasi condizione) che è in grado di offrire. Non teme pioggia, totalmente stagna, resistente agli  urti e al carico (potete salirci sopra in piedi), garantisce dunque il massimo della protezione possibile. Unico elemento negativo: il peso! Tuttavia, durante la stagione invernale e piovosa degli sport outdoor è insostituibile. Mi ha salvato l’attrezzatura anche durante l’America’s Cup di Valencia, quando durante gli spostamenti in motoscafo, tra una boa e l’altra, capitava spesso di essere inondati dagli spruzzi delle onde. Un’alternativa in condizioni meno rigide? Il trolley della Think Tank, leggero e versatile.

Ma veniamo alla parte più interessante. Quella che vi presento oggi è la versione completa della mia attrezzatura per eventi sportivi in genere. Non necessariamente a ogni evento ho con me tutto.

Partiamo dai corpi macchina: Nikon D4 e Nikon D3. La caratteristica principale di una reflex per lo sport è l’efficienza dell’accoppiata Auto Focus e velocità di scatto. Quest’ultima è praticamente istantanea. Il soggetto viene “agganciato” e seguito con precisione. Al momento giusto sarà sufficiente schiacciare il tasto di scatto per scaricare una raffica di 10 fotogrammi al secondo.

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Ottiche: qui il discorso si complica un pochino. Negli anni passati ho lavorato nel mondo del motociclismo e lì le mie ottiche preferite erano essenzialmente due, il 500mm f4 e il 28-300. Il primo indispensabile per fermare l’azione da lunghe distanze, il secondo fenomenale per versatilità quando mi aggiravo nei box o anche per panning, quando la distanza dalla pista lo permetteva.

Attualmente non ho più il 500mm, e ho optato per il fantastico 200-400mm f4. Un obiettivo a mio avviso unico per versatilità e qualità (è il mio compagno preferito anche durante i safari in Africa, ma ne parleremo in un altro articolo…). Per anni ho anche usato il 300mm f.2.8, ottica splendida, ma un po’ “corta” per i miei gusti.

Quando l’azione si avvicina (parlo ad esempio di sport come il basket) il re incontrastato è il 70-200 f2.8. Leggero, preciso, luminoso, inciso… un’ottica senza difetti.

L’ultimo, ma solo per frequenza di utilizzo, è il 24-70 f.2.8. Lo uso davvero poco per lo SPORT. A fine partita per scatti ravvicinati… e poco più.

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Dimenticavo il computer! Sì, perché fare le foto è solo la metà del lavoro. Vanno scaricate, selezionate, corredate di didascalia e spedite ai giornali o alle agenzie, il tutto in tempo reale. In questo mi aiuta il mio vecchio e super affidabile Mac Book, rigorosamente nero!

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Questa la mia attrezzatura… nelle prossime settimane parleremo di tecnica, di scatto remoto, di accessori… Insomma, rimanete da queste parti. Se avete domande o curiosità non esitate a commentare il post o a scrivermi!