Tom Cruise torna al cinema. E lo fa in grande stile con Edge of Tomorrow – Senza domani, sci-fi di Doug Liman che lo vede vivere e morire ripetutamente, in un loop temporale che prende spunto dagli schemi più classici del mondo dei videogiochi.

Il film ci ha convinto non poco, e il direttore editoriale di Best Movie Luca Maragno ne parla con la sua recensione semi-seria.
Gianluigi Perrone, infine, regista, produttore e nostro blogger, nonché espertissimo di cinema asiatico, ci descrive il Festival di Cannes dal suo singolare punto di vista, raccontandoci anche della sua intervista via WeChat con Chen Zuo, autore del film Song of Silence, attualmente nelle sale.

Edge of Tomorrow: la recensione con i voti semiseri scena per scena

Da buon appassionato di fantascienza e di videogiochi, questo Edge of Tomorrow – Senza domani aveva solleticato la mia curiosità fin dalle prime indiscrezioni sul progetto. Essendoci Tom Cruise, non so mai cosa aspettarmi (…). Di fronte a questi tipi di prodotti le mie due anime, Luca il gamer e Acul il cinefilo, prendono vita a sé stante e per questa occasione mi hanno accompagnato all’anteprima. (per leggere il post completo clicca qui)

Attenti a Cannes! La Croisette dal punto di vista dell’aperitivo

La mia trasferta cannense vuol dire anche la mia trasferta in occidente, e in questo caso bella massacrante perché ho dovuto attraversale mezza Italia, tra Torino e Milano, con amici vecchi e nuovi coi quali condividere queste emozioni magiche in attesa del goal. Vi basti sapere che sono andato in giro con uno scarpino per kilometri (perché non c’era spazio in valigia) per poi non usare mai il famigerato smoking. Non ho proprio preso né cercato i biglietti. (per leggere il post completo clicca qui).

WECHAT: intervista esclusiva a Chen Zuo, regista di Song of Silence

Song of Silence (…) è un dramma sullo stile di Kim Ki-Duk, dove la durezza di temi come incesto e aborto è mitigato da una poetica dolce e gentile, come il suo autore. Tra la curiosità dei giornalisti, una domanda. “Come comunicate tra di voi?”. Chiaramente in inglese o con il poco cinese maccheronico che pratico, ma se vogliamo proprio dire il mezzo con il quale comunichiamo effettivamente, si tratta dell’applicazione chat WECHAT (…). Io e Zorg (questo il nomignolo con cui Chen Zhuo si fa chiamare da me, mutuato da Il Quinto Elemento) ci teniamo in contatto in questi giorni tramite questa applicazione. (per leggere il post completo clicca qui).