Sembra una persecuzione ai danni dei non-lettori. C’è gente, brutta gente, che vorrebbe far credere che leggere serve a qualcosa. Ci provano in tutti i modi e i sistemi sono dei più creativi. I risultati, poveri loro, non sono dei migliori, nonostante l’impegno profuso, beninteso. Della serie “Il ragazzo (ovvero l’ufficio stampa e le iniziative che invitano alla lettura) ci prova, ma non ce la fa”, “apprezziamo gli sforzi, ma ancora non ci siamo”, “sicuramente c’è un buon potenziale, ma bisogna lavorarci”. Gli uffici stampa, eroici combattenti della religione del libro, sono sull’orlo di una crisi di nervi. Saranno anche stremati e disperati, ma conservano ancora qualche speranza nel cuore e una voglia di sganciar nuove idee che non so neanche dove riescano a trovare. Fortuna che nel mondo esistono gli entusiasti.

Ora: i non lettori, e sono tanti-tanti, son gente sgamata. Loro le difese le hanno ben allertate. La loro tenacia avrebbe scatenato l’invidia dei ribelli arroccati nella fortezza di Masada. Farebbero di tutto pur di non aprire quel libro. Per loro è un po’ come Non aprite quella porta. Là dietro ci sono losche figure che minacciano da vicino la loro esistenza, e poi suvvia, hanno anche una vita da viversi. Non possono davvero rinchiudersi in casa. Per cosa poi? Leggere?! L’assurdità tocca il suo apice, e voi asociali lettori, abietta e schivata (ma anche schifata) minoranza, verrete additati come nemici da combattere con astuzie sottili. Vorrete mica che cedano alle vostre lusinghe da bieco proselitismo dell’ultima ora?! E poi dai, non si sopportano i lettori accaniti: gli chiedi un parere sul libro e cominciano a parlare senza smettere. Cose da avere rimpianti per i prossimi 10 minuti del loro monologo interiore-esteriorizzato. E preparatevi: adesso arriveranno i consigli per l’estate.

La lotta sembrerebbe impari, a favore dei non-lettori, ma si moltiplicano le iniziative pro-lettura e la persecuzione è assai attiva. Da qualche tempo in giro per il mondo si sono inventati un sacco di cose per fare in modo che il libro compaia dove meno ve lo aspettate e faccia ‘bubusettete’ anche dai marciapiedi. Ve l’avevo detto: un vero e proprio incubo. Ricordatevi: i libri sono ovunque, si materializzano come gli zombie e stanno zitti lì a guardarvi con fare accusatorio.

E poi quelli che promuovono la lettura son matti da legare.

A Berlino dagli alberi nascon i libri, come dire dal letame nascon i fior. La colpa è di Michael Aubermann e altri collaboratori.

A New York le cabine telefoniche diventano scaffali per quei minacciosi cosini di carta con tanti caratteri tipografici in sequenza. L’artista John Locke (legato al movimento Occupy Wall Street) ha dichiarato: “I telefoni pubblici rappresentano infatti un oggetto ormai desueto ma onnipresente e sono irregolarmente distribuiti nei quartieri periferici. Mi provocano un forte senso di nostalgia. Dopo essere stati utilizzati per il loro effettivo scopo sono infatti involontariamente diventati una base per affissioni e cartelloni pubblicitari. Volevo dare loro una nuova vita”.
A Londra la cabina più famosa.

A Brooklyn ci sono i libri nella cuccia del cane. Abbaiano anche! In realtà l’iniziativa è di The K.I.D.S. Corner Library.

In Colombia non ti lasciano in pace neanche alla fermata dell’autobus. Li hanno messi anche lì, i libri.

E in qualche spiaggia (Rimini per esempio) hanno installato anche delle librerie per accedere al prestito. Così ti eviti la fatica di andare in biblioteca in una giornata di felice smarmellamento sulla sabbia.

La cosa più elaborata se l’è inventata l’americano Beggs. Ha deciso di fare una casettina (con una s) postale per i libri fuori da casa a cui potevano accedere i suoi vicini. In breve si è creato un tale movimento fuori dalla sua porta – fatto di matti che leggono – che Todd Bol e Rick Brooks, legati al ramo del commercio internazionale, hanno deciso di importare l’idea nel mondo e creare una rete di casettine georeferenziate con Google Maps. Si chiamano Little Free Library. Se ne costruite una potete invitare i vostri amici a inaugurarla. Della serie: le piccole gioie della vita.

La mia preferita rimane il divano, naturalmente. A Londra.

Sì, bè, anch’io appartengo alla minoranza di lettori senza speranza.

Di modi per non leggere ne rimangono tantissimi e a tastare il terreno ci ha provato Controtempo_rcs lanciando l’hashtag #scusepernonleggere. Qui trovate lo storify per divertirvi un po’ e trovare la migliori per voi.