Ebbene sì, anch’io come tanti faccio parte della sventurata categoria dei pendolari. Quella specie un po’ strana che si sveglia la mattina giusto in tempo per prendere il treno che lo porterà a destinazione non si sa bene a quale ora (gli imprevisti sono sempre all’ordine del giorno). Una di quelle che ha lo sguardo tra il truce e il prostrato quando vede sul monitor aumentare i minuti di ritardo previsto, ma che ormai a distanza di anni ha trovato tutta una serie di sistemi per sopravvivere e rendere l’attesa piacevole.

Chi, come me, fa parte della specie, capirà quali possano essere i vantaggi e gli svantaggi di questo stato naturale di pendolari. Perché dai, suvvia, un piccolo vantaggio vorrei trovarlo. Una volta superato un duro periodo di prova, che vi rende nervosi e ostili con il genere umano, comincia il periodo della pace dei sensi, quello in cui c’è l’adattamento della specie al suo habitat sferruzzante (il treno).

Si comincia a trovare posizioni comode nonostante il sovraffollamento, si conoscono le carrozze tattiche che offrono più posti vuoti, si è pronti al sacrificio immane di anticipare la partenza scegliendo il treno meno affollato.

Tutto perché il diversivo migliore per affrontare l’odissea è proprio (tanto per essere originali) un bel libro. E adesso non mi metterò a discutere se è meglio un e-reader o piuttosto un vecchio e vetusto libro di carta. Di certo però, quale che sia il supporto che utilizzerete — e ringrazierete di non essere più nell’età della pietra — i libri, per rendere il vostro viaggio sopportabile, devono avere delle caratteristiche ben precise. Almeno secondo me.

Nel caso portiate con voi un “anziano” (ma davvero poi sarà così anziano?!) libro di carta diventa svantaggioso un libro della mole di Guerra e Pace. L’ideale sarebbe un libro dalla scrittura veloce, scorrevole e leggera (sul treno ho letto tutta la saga di Harry Potter e il Conte di Montecristo). Magari non troppo impegnativo. Per intenderci: Delitto e castigo potrebbe, causa movimento monotono del treno, rivelarsi abbastanza soporifero (non  me ne abbiano russisti e intellettuali all’ultimo grido). Meglio ancora se riesce a estraniarvi completamente dai vostri compagni di viaggio, quelli che chiacchierano ad alta voce, quelli che ascoltano death metal alle 7 di mattina, quelli che parlano al cellulare per aprire la giornata in bellezza e quelli che si lamentano con voce lamentosa. In sintesi: leggero, scorrevole e avvincente (e ogni libro ha il suo modo di essere avvincente). Altrimenti detto: qualcosa che ti acchiappa!

Quindi ecco a voi una bella listina di consigli per il prossimo libro da treno.

Assassini di Philippe Dijan nel caso volesse farvi venire un’idea contro il vostro vicino che parla ad alta voce al cellulare da circa 30 minuti e vi divertiste con un po’ di humor nero.

Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti, nel caso si voleste estraniare completamente e farvi assorbire da una storia divisa in piccoli racconti che vi parlerà di una ragazzina dalla sua infanzia al momento della maturità e dei bilanci (ma questa è una semplificazione, troppo breve, per parlarvi di un libro intenso, commovente, scritto con la leggerezza e la semplicità che contraddistingue i più grandi autori americani).

Il tennis come esperienza religiosa di David Foster Wallace, perché soprattutto il lunedì mattina riusciate a dimenticarvi di tutte quelle partite di calcio e della tifoseria becera che ha invaso casa vostra (anche casa mia per intenderci) e apprezziate la cronaca di una partita di tennis come fosse lo scontro in guerra tra due eroi greci (e la citazione non è casuale).

Dio la benedica, dottor Kevorniak di Kurt Vonnegut, perché apriate la vostra settimana con un sorriso e anche una risata accompagnando Vonnegut nelle sue esperienze di premorte dove incontrerà Shakespeare, Hitler, Mary Shelley, Newton e tanti altri.

La casa della moschea di Kader Abdolah, perché il tempo di un viaggio in treno sia sufficiente a raggiungere l’Estremo Oriente (l’Iran per la precisione), correre indietro negli anni (prima della salita al potere di Khomeini) e conoscere un’altra storia, quella che solo la letteratura, e non i libri di storia, ci possono raccontare.

Buon viaggio e buona lettura!