Questo post serve da presentazione e futuro indice per una serie di 10 recensioni dedicate agli altrettanti documentari girati e montati da Vittorio De Seta  (Palermo, 15 ottobre 1923 – Sellia Marina, 28 novembre 2011) tra il 1954 e il 1959. Tutti ambientati nell’Italia meridionale ed insulare, hanno una valenza storica ed antropologica inestimabile e sono oggi unanimemente considerati tra i più grandi capolavori di sempre del cinema italiano.

Grazie ad una lodevole iniziativa nel 2008 della Cineteca di Bologna, oggi ne possiamo disporre in qualità eccelsa raccolti in un dvd titolato, opportunamente, “Il mondo perduto”, edito da Feltrinelli. E’ una pubblicazione che comprende anche un libro al quale hanno contribuito nomi importanti del cinema, della critica e della cultura in generale, cito solo Martin Scorsese, Roberto Saviano e Goffredo Fofi.

cover mondo perduto

Il libro non l’ho ancora letto per esigenze di “purismo critico”: prima voglio lavorarci con la mia testa e soprattutto col cuore, con le emozioni che mi stanno regalando e che voglio condividere. Il dvd contiene anche un’intervista allo stesso De Seta, sola eccezione che mi sono concesso al purismo citato, talmente bella e interessante che andrebbe trascritta per intero e non escludo di farlo come post conclusivo di questa rassegna completa che faremo.

Il cortometraggi nell’ordine sono i seguenti:

  • 1954. Lu tempu de li pisci spata (11 min.)
  • 1954. Isole di fuoco (11 min.)
  • 1955. Sulfarara (10 min.)
  • 1955. Pasqua in Sicilia (11 min.)
  • 1955. Contadini del mare (10 min.)
  • 1955. Parabola d’oro (10 min.)
  • 1958. Pescherecci (11 min.)
  • 1958. Pastori di Orgosolo (11 min.)
  • 1958. Un giorno in Barbagia (14 min.)
  • 1959. I dimenticati (20 min.)

Una frase di Scorsese condensa quella che ho pensato al termine della prima visione, leggerla è stato un deja-vu: “… gente che sembrava pregare attaverso la fatica delle mani”. E’ il valore umano, oltre a quello storico, quello che rende questi documentari inestimabili e refrattari ad ogni corrosione, venga essa dall’evoluzione sociale o dall’evoluzione delle tecniche cinematografiche.

Nel lavoro si esprime la Pienezza morale, l’Identità culturale, la massima Dignità esistenziale di ogni uomo o donna e dei loro figli.

Lo dice la Costituzione Italiana, sta scritto in molti altri testi, politici, filosofici, anche religiosi. In molti ci riempiamo la bocca di questo principio ma poi non ne teniamo memoria e, quel che è peggio, non perseguiamo nella vita comportamenti coerenti. Un principio talmente importante che tiranni e carnefici han cercato di farlo loro nel corso della storia, fortunatamente fallendo. Non è poi, questo tema, in questi tempi dove la disoccupazione in Italia sta toccando percentuali spaventose (lavorano 6 giovani su 10), di grande attualità? Bando alle ciancie, i documentari parleranno coi fatti…

Inizialmente pensavo di fare un’unica recensione per tutti e 10 i doc. Poi ho cambiato idea, solo per il rispetto, la venerazione che porto per la loro immensa qualità e per ciò che rappresentano. Quindi, come anticipato, ognuno di essi avrà un articolo dedicato.

Chi ama il Cinema, o anche “solo” ama l’Italia, non potrà non apprezzare questa iniziativa. Sicuramente l’apprezzerà, da qual luogo non so, Vittorio De Seta, morto meno di due anni fa. Il mio vuole essere anche un omaggio a questo Maestro perduto.

Cercherò di esserne degno cantore.