Non smettono mai di stupirmi questi norvegesi. Sì, proprio quelli che sperimentano lo spumante sul ghiacciaio. Hanno presentato in degustazione 5 Gattinara stratosferici all’Enoluogo di Milano, il salotto di incontri sul vino che si trova in Corso Andrea Doria.

Contesto raccolto e super professionale che ha permesso a una ventina di giornalisti e sommelier di provare i vini con attenzione e concentrazione. Ma, soprattutto, d’incontrare la coppia di norvegesi che, sull’onda della passione, ha comprato la più antica cantina di Gattinara (fondata nel 1906) e l’ha salvata dalla rovina. Kathrine ed Erling Astrup hanno condotto l’evento raccontando la loro storia, comunicando il loro entusiasmo e la loro competenza, oltre che il profondo amore e il rispetto per la regione che dà vita ai loro vini.

La storia è una di quelle che fanno contenti i reporter e che tutti (almeno credo) vorremmo leggere più spesso. La fascinazione di Erling con i nebbioli di montagna risale ai tempi dell’Università (venne in Italia per un Master alla Bocconi). Da buon norvegese è sempre stato uno sciatore, e proprio frequentando i campi di sci del Monte Rosa è incappato nei vini della storica cantina Nervi di Gattinara prima e nei suoi proprietari dopo. Amore a prima vista, condiviso anche dalla moglie Kathrine, anch’essa stregata dall’eleganza di questi nebbioli di montagna. Il caso vuole che l’Azienda Nervi fosse sull’orlo della disgrazia e che i due norvegesi assaggiassero il mitico Molsino 1999. Si resero conto immediatamente che Nervi andava salvata. Detto, fatto: i due si comprarono la cantina, rimisero al loro posto i dipendenti storici e fornirono i capitali necessari per il buon funzionamento dell’azienda mettendosi, fra l’altro, in gioco personalmente. Oggi, infatti, fanno la spola fra Oslo e Gattinara, anche a turno, visto che in Norvegia hanno tre giovani figlie. Proprio il rispetto nei confronti della storia e delle persone che hanno contribuito a crearla è uno degli aspetti che colpisce di più durante l’incontro con Erling e sua moglie. Oggi dunque possiedono quasi 25 ettari di vigneti a Gattinara, composti da terreni acidi, argillosi e ricchissimi di minerali derivati dallo sgretolamento degli antichi porfidi vulcanici, che coltivano coadiuvati dall’agronomo Ettore Bornate.

Fedeli alle tradizioni locali, Erling e Kathrine Astrup, affiancati da Enrico Fileppo, l’enologo, portano avanti la loro attività con dedizione e impegno, conducendo la raccolta rigorosamente a mano e producendo vini rossi di qualità con l’ausilio di grandi botti di rovere, sia per la fermentazione che per l’invecchiamento.

Le tre punte di diamante della produzione dell’azienda Nervi sono il Gattinara Docg, che si distingue per equilibrio e pulizia, il Molsino Gattinara Docg, storico e prestigioso cru prodotto dal vigneto da cui provengono le migliori uve di cui dispone l’azienda e il Valferana Gattinara Docg, un altro cru di grandissima personalità ottenuto da una vigna nota fin dai tempi antichi per la mineralità che è capace di conferire.

All’Enoluogo, i 2 norvegesi hanno portato: il Nervi Gattinara Docg 2005, “prodotto base” di livello sorprendente per eleganza e pulizia, capace di accompagnare l’intero pasto e strepitoso con il famoso risotto al Gattinara, il Molsino Gattinara Docg 2004, il cru di punta di casa Nervi, che ha colpito per la sua complessità e lunghezza e lo splendido Molsino Gattinara Docg 1999, vero e proprio fiore all’occhiello dell’Azienda Nervi, un vino che mi ha letteralmente incantato. L’altro cru in degustazione proveniva dal vigneto Valferana: il pluripremiato Valferana 2005, con il suo carattere più concentrato e minerale, e un incredibile 1978, per dimostrare quanto longevi possano essere questi nebbioli.

Insomma non mi rimane che esprimere una sana gratitudine ai 2 amici nordici per aver salvato Nervi e aspettare l’occasione giusta di una visita in cantina per scoprire se, ben nascosta fra gli scaffali, non ci sia un’altra bottiglia di quel Molsino 1999.

www.nervicantine.it

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