Non ci sono altre parole per descrivere la nuova creazione – o meglio, la nuova versione – di una delle prime macchine digitali che ha aperto la strada verso una vera e propria nuova fetta di mercato del digitale.
Un’ottica fissa – 35 millimetri – la compattezza tanto cara a chi usa le vecchie macchine a telemetro, e lo stile e il design retró dannatamente accattivante.
Se la ‘vecchia’ X100 era quasi perfetta, in casa Fuji con questa nuova versione hanno migliorato l’unico difetto che aveva. La lentezza. Nell’accensione, nella messa a fuoco, nella risposta sullo scatto, nella visualizzazione della foto.

Certamente tra queste, per gli appassionati la poca reattivitá dell’autofocus era la pecca maggiore: in rete dopo soli sei mesi infatti iniziavano già a girare tante macchine sul mercato dell’usato.
Oggi invece il miracolo è compiuto. La X100S ha un autofocus rapido, brillante, e la risposta sullo scatto é praticamente immediato, da fare invidia a molte reflex.

Le altre modifiche rispetto al primo modello sono veramente minime, e questa è stata una grande scelta del marchio.
Stesso design, con la differenza del posizionamento di alcuni tasti, ma veramente minima. Stesso meraviglioso obbiettivo, il fujion 23 millimetri fuoco 2, che per intenderci corrisponde a un 35 come ottica sulla pellicola, lunghezza focale perfetta per chi fa del fotoreportage, degli ‘scatti rubati’ la sua grande passione.

Il file poi: un vero e proprio gioiello. Colori splendidi, rumore bassissimo – e comunque poco fastidioso – anche ad alti iso. Non esiste un motivo, anche uno soltanto per avere qualcosa di cui lamentarsi di questa meraviglia di casa fuji.

Per certi aspetti fa tornare molti verso una fotografia meno pigra, più vera. Dove servono prima i passi che facciamo, poi le ghiere degli zoom che muoviamo per fare lo scatto. Il 35 è sempre stata l’ottica fissa per eccellenza, quando si fa fotoreportage. Serve entrare nella foto, rendersi visibili nel contesto che stiamo per riprendere, ma lontani dall’essere invadenti. Le foto si fanno da vicino. Le foto non si spiano, ci si respira dentro. Perchè ció che fa di certe foto dei veri e proprio miracoli, sono i suoni e gli odori che ci fanno vedere.

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