Il mondo della fotografia si sta sputtanando. Almeno quello della fotografia giornalistica.

Con l’avvento dei blogger, dell’uso dei social, della moda del “tutto e subito con lo smartphone” il gusto di un bel racconto fotografico come dio comanda si sta completamente perdendo. E’ questo uno dei temi più interessanti emerso in una bella serata organizzata da Sony lo scorso mercoledì 26 marzo. Una mini “academy”, ovvero una scuola: in cattedra il fotografo Amedeo Novelli, tra i banchi una ventina di blogger (più io, come intruso, che faccio il blogger per hobby su Paper Project parlando di bambini, sono ospitato in via del tutto straordinaria da Franci Bello per parlare di fotografia solo per questa occasione, ma nella vita faccio il giornalista professionista – e pure all’occasione il fotografo con disavventure comiche come il porno red carpet a Venezia o il photo call ad Angelina Jolie a Cannes).

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Comunque, dicevamo, la fotografia giornalistica si sta sputtanando. Non è stato detto esplicitamente, ma è emerso, sotto le righe in un primo acceso dibattito tra fotografo professionista, Amedeo Novelli, e alunni.

Da una parte chi ama la fotografia al punto da farne una professione e lanciare il Witness Journal, ovvero una magazine mensile online fatto solo di reportage di grande qualità.

Dall’altra quelli dell’informazione veloce, facile, quelli che una “gallery fa tanti clic qualsiasi siano le foto”, e che vanno di selfie, instagram, filtri, ecc.

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In mezzo, Sony, che produce macchine fotografiche per tutti, che è in crisi nera (come tutti i produttori di macchine fotografiche) dopo la diffusione degli smartphone, che vuole, giustamente, salvaguardare i pro ma coccolare anche i blogger, nuova frontiera dell’informazione odierna e che è l’unica marca a proporre una certa innovazione in questo “scontro”, con, per esempio, i cosiddetti “obiettivi per telefonini“, ovvero vere e proprie macchine fotografiche delle dimensioni di una lente che si “agganciano” wireless ai cellulari sfruttando il loro schermo lcd per le inquadrature (qui lo spot così capite meglio).

Mai scuola fu più sul pezzo, c’è da dire. Il mondo dell’informazione di oggi sta infatti vivendo un terremoto epocale. Da una parte i grandi colossi dell’editoria si sostengono ancora con i fatturati ottenuti dal cartaceo, seppure in clamorosa diminuzione; colossi che investono nell’informazione online senza che questa, essendo fondamentalmente gratuita, riesca a colmare le perdite della cartacea, mettendo un bel punto di domanda su un modello economico sostenibile per il futuro. Dall’altra c’è il mondo dei blogger, degli opinion maker, dei social manager, una nuova interessante frontiera dell’informazione che produce spesso notizie non verificate, senza fonti, improvvisate, dando vita a un’isteria soprattutto quantitativa di notizie; ma è la stessa nuova informazione che conta nelle sue fila persone in grado di fare liveblogging, foto, video, diffondere notizie sui social, ovvero fare un’informazione moderna, multimediale, in grado di sfruttare ogni mezzo tecnologico a disposizione, e che fanno sembrare dinosauri i giornalisti legati alla “stampa”.

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Sono le stesse persone, i blogger, che hanno senza dubbio contribuito a fare del giornalista una professione “svenduta”, notevole è stata la polemica recentemente rimbalzata su tutti i social network a proposito di un tariffario ufficiale decisamente svilente, dove per un articolo di oltre 3500 battute si possono “elemosinare” appena 25 euro…

D’altronde i blogger lavorano spesso gratis, inserendosi perfettamente a fianco del grosso punto di domanda di cui sopra.

La stessa dinamica sta avvenendo nel mondo della fotografia: se la parola scritta non ha più valore, figuriamoci l’informazione visiva. Non è un caso che Getty, una delle agenzie fotografiche più grandi e importanti del mondo, abbia messo a disposizione gratuita a inizio marzo un parco fotografico enorme.

Quindi? Alla fine ben venga un’educazione all’immagine per i blogger, ben venga discutere e confrontarsi. Brava Sony che ci mette del suo. Aldilà del confronto/scontro siamo tutti nella stessa barca. Lo potevate vedere anche voi se ci aveste seguito nelle strade di Milano di notte mentre Novelli cercava di insegnarci la tecnica del panning. Nessuno sa se riuscirà a cavarci un euro, ma eravamo tutti lì accomunati da una stessa passione.

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Luca Maragno