Siete di quelli che scuotono la testa nell’osservare una persona che fotografa con il telefonino? Parliamone.
Questo non significa fotografare solo con il telefonino. Il che non è sintomo di essere colpito dalla sindrome del turista in gita a Roma.

Qualcosa di male c’è. Certamente nella qualità dell’immagine. Altrettanto certo nell’impossibilità di poter fare di quello scatto una stampa poco più grande di un 20×20.

Fotografare però è prima di tutto un atto del vedere. C’è chi tiene in tasca sempre una macchina fotografica analogica – una Contax T, una Minox  o una digitale come la Canon G, una Nikon oppure una Fuji x,  anche se queste ultime forse sono meno tascabili.

Se uno però in quel preciso istante non ha nulla per le mani cosa fa? Vediamo qualcosa da appuntare visivamente, e lo perdiamo? No: dopo esserci scazzottati da soli per non avere una macchina fotografica in tasca o in borsa, tiriamo fuori il nostro telefonino, e click. Scattiamo.

La cosa disarmante è che il telefono lo abbiamo sempre in tasca, e oramai tutti gli smartphone in commercio hanno fotocamere discrete per l’utilizzo.

Nel coltivare l’atto del vedere può essere un salvagente, un primo passo verso la bellezza di avere un peso in tasca, in borsa, il peso di una macchina fotografica. Uno dei rari casi in cui qualche etto di troppo manca da morire.

Volete un esempio di alcune foto fatte con un telefono, e modificate usando semplicemente un filtro lomo fi? Eccole qui.