Ci sono situazioni che un fotografo insegue per anni, ogni volta sperando di trovare la situazione perfetta. Un insieme di eventi e di condizioni uniche che si manifestano in un attimo.

Ho iniziato a viaggiare in Sudafrica nel 2002. Il sogno di ogni fotografo è riuscire a immortalare tutti i Big 5: leone, elefante, rinoceronte, bufalo e il più timido e difficile di tutti, il leopardo. Diffidente, schivo, sempre alla ricerca di una zona isolata.
Per riuscire anche solo a intravederlo mi ci sono voluti 9 anni… e poi il decimo la situazione perfetta.
Oggi vi racconto i due giorni passati in “compagnia” di uno splendido esemplare di Leopardo, nella riserva del Mala Mala.

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Bisogna dire che questa riserva è famosa per i suoi avvistamenti, ma con questo non voglio sminuire il lavoro del ranger che mi ha accompagnato in queste battute di caccia fotografica. Una guida preparata ed esperta del territorio è un elemento fondamentale infatti per la buona riuscita del proprio lavoro. John, il mio ranger, nonostante la sua giovane età, vanta numerosi safari, durante i quali ha accompagnato troupe del National Geographic. Non è stato necessario spiegargli nulla.

E’ il 16 giugno del 2012, 5:45 del mattino. La sera prima abbiamo avvistato il nostro leopardo nell’oscurità della notte, riuscendo a rubare qualche scatto. John sa che sono parecchi giorni che il leopardo non mangia, le chance di vederlo in azione quindi aumentano. Ci dirigiamo sicuri verso il letto del fiume. Per circa due ore non avvistiamo nulla, non necessariamente un cattivo segnale: dove ci sono dei predatori solitamente gli altri animali si tengono a debita distanza.

Ci fermiamo, John mi dice di prestare attenzione al verso degli scoiattoli: in tanti anni di safari onestamente nessuno mi aveva svelato questo dettaglio. Mi spiega che in quel momento gli scoiattoli sono in allarme e con il loro squittio stanno avvisando tutti della presenza di un pericolo. Siamo vicini.
Ci dirigiamo verso il letto del fiume e attendiamo. Dalla collina opposta ecco comparire in tutta la sua meraviglia il nostro Leopardo.

Ci punta, si avvicina sempre di più, dritto verso di noi, una scena incredibile. Ci spostiamo leggermente per fargli strada, John conosce il punto più adatto dove il leopardo potrebbe guadare il fiume e decide di lasciare uno spazio di sicurezza per non disturbarlo troppo. La scena è unica. Il fiume sarà largo 7-8 metri, impossibile attraversarlo in un unico balzo. Un attimo di esitazione e via, una sequenza stupenda.

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Le sorprese non sono finite.

Attraversiamo anche noi il fiume e ci dirigiamo sull’altra sponda.
Ci servono un paio d’ore per ritrovare il nostro leopardo, ma quello che ci attende è ancora più emozionante. In cima a un albero, infatti, sta divorando il suo pasto. Scatto una serie di foto, ma quello che mi colpisce di più è il rumore delle ossa che si frantumano sotto le mascelle.

Smetto di scattare e mi godo il momento… mentre sto già pensando alla prossimo safari e alla prossima foto che vorrei scattare.