Ci sono molti posti di Milano che ancora non conosco e mi entusiasmo ogni volta che ne scopro uno interessante. Quando poi capita di scoprire una bella location in occasione di un evento altrettanto stimolante, la soddisfazione raddoppia. Così è capitato quando ho partecipato al workshop organizzato da Fito nella splendida Serra Lorenzini.
Il tema è stato “I segreti dell’orto domestico e dell’uso dei fiori in cucina” e io, attratta dal fai da te in ogni sua forma come lo sono gli insetti estivi dalle lampadine, mi sono fiondata all’appuntamento nonostante il caldo. E ne è valsa la pena!

Serra Lorenzini

Anche i milanesi nascondono un insospettabile amore per il verde e sempre più persone si dedicano alla coltivazione di un piccolo orto sul balcone. Questo per due principali motivi: in primo luogo perché dopo la confusione della giornata lavorativa è rilassante dedicarsi con semplici gesti alla cura di creature silenziose, ma anche perché è molto gratificante e ogni sforzo viene ripagato dalla crescita rigogliosa delle piante alle quali abbiamo dedicato le nostre attenzioni. L’evento con Fito ha confermato questi miei pensieri.

Nella prima parte teorica siamo stati guidati dall’architetto Giacomo Salizzoni di Orti dipinti e da Domenico Canzoniero del progetto iXorto alla scoperta degli orti urbani e degli orti domestici. Una panoramica sulle realtà che spuntano in ogni parte d’Italia è lo stimolo giusto per sentirsi parte di un movimento rivoluzionario!

iXorto Orti Dipinti

Il laboratorio pratico invece è stato diviso in due attività principali. In primo luogo abbiamo “giocato” con i semi per prendere coscienza della loro importanza. Sono stati messi a disposizione alcuni cartoncini biodegradabili, ottenuti senza prodotti chimici e sbiancanti dannosi, sui quali abbiamo applicato alcuni semi utilizzando una colla a base di amido. Le “schede” così ottenute possono essere conservate in modo semplice e poi piantate direttamente nel terreno, dove carta e colla si sciolgono senza lasciare traccia mentre il seme svolgerà il suo compito (che porta avanti egregiamente da centinaia di milioni di anni).

Oltre a questi, ci è stata fornita la sagoma di una casetta in cartoncino marchiata “seed bank”, da assemblare con un po’ di colla, nella quale riporre i semi di qualche frutto particolarmente buono o di qualsiasi pianta per conservarli, in attesa del giusto tempo di semina. Non sempre riescono a spuntare, ma vale la pena fare qualche tentativo. Un consiglio che mi è stato dato affinché la resa sia più alta possibile è quello di proteggere i semi da calore, luce e umidità.

Durante il secondo laboratorio ci siamo occupati dell’invasamento di alcune piantine. Abbiamo riempito i vasi con un po’ di terriccio specifico per orticole lasciando un buco al centro: anche sporcarsi le mani per modellare la terra fa parte del gioco! La zolla delle piantine che dovevamo travasare era già umida, quindi le abbiamo semplicemente posizionate al centro aggiungendo, dove necessario, ancora poca terra. Infine le abbiamo innaffiate con acqua, nella quale avevamo miscelato il concime specifico per orticole da terrazzo.

invasamento step by step

La comodità di questi prodotti consiste nella possibilità di avere piccole quantità di fertilizzante o integratori adatti agli spazi domestici (appartamento e balcone) dove il numero di piante è limitato. Le fiale graduate permettono di preparare la giusta dose di fertilizzante in base al numero di piante che dobbiamo nutrire, riducendo sprechi di prodotto ed errori di diluizione.

La serata si è conclusa con un delizioso aperitivo green, dove il riso venere condito con verdure ed erbe aromatiche ha conquistato il mio cuore. In effetti basta poco per portare in tavola i frutti del nostro terrazzo… e vantarsene con i commensali! A questo punto, tra un assaggio e l’altro, ci siamo messi a parlare dei fiori edibili: lo sapete che nasturzio, calendula e begonia, oltre a essere molto belli, sono ottimi in cucina? Con l’aggiunta di qualche fiore, dal sapore fresco e intenso, si può rendere originale anche una semplice insalata e accompagnare i formaggi, oppure decorare e arricchire piatti e stuzzichini.

Vi consiglio di curiosare sul loro blog, dove potete trovare moltissimi post interessanti, non solo dedicati alla coltivazione ma anche a ricette e tutorial, insieme alle segnalazioni dei principali eventi dedicati al verde.

In queste pagine, si raccontano così: la “Green Revolution” di FITO è prima di tutto una rivoluzione di pensiero che sboccia da un nuovo modo di prendersi cura del verde. Nasce da una coscienza nuova che ha radici antiche. Il rapporto sano con la Natura fa bene a noi e alla Natura. Le piante, nostre insostituibili compagne sulla Terra, ci regalano l’ossigeno che respiriamo e sono alla base della nostra alimentazione. Ma soprattutto ci danno tanta gioia: vederle crescere, fiorire, dare frutto è una soddisfazione che ci accompagna per gran parte dell’anno. Le più avanzate ricerche oggi ci permettono di conoscere le nostre amiche piante più da vicino, capirne le esigenze, dar loro le condizioni ideali per una crescita sana e rigogliosa. Tutti possiamo avere il pollice verde.

Fito Green Revolution

A questo punto non mi resta che stilare una lista di suggerimenti per gli aspiranti contadini urbani… per questo, vi aspetto tra una settimana!