Fino a venti anni fa si vedevano solo nei cimiteri o in casa delle nonne, ricoperti da almeno due dita di polvere. Poi sono arrivate aziende come Sia e oggi sfido chiunque a non rimanere affascinato da un’esposizione da loro organizzata.

Anche se so di far rabbrividire molti, delle volte trovo siano più belli i fiori finti rispetto a quelli veri. Vogliamo mettere, poi, il non dover avere a che fare con un qualcosa che sta agonizzando e marcendo?

Più sono belli e particolari e più costano, ma con un minimo di occhio se ne possono trovare di notevoli anche a buon mercato.

Considerate che, grazie ad una spolverata con il phon o ad accurati lavaggi mensili (per quelli più resistenti), durano tutta la vita. Questo basta per dare una ragione al loro prezzo, spesso elevato.

Se volete avvicinarvi al mondo dei fiori artificiali è bene però che seguiate tre semplici consigli, che ritengo fondamentali.
Il primo è quello di aggiungere alla composizione finta anche dei rami (senza foglie o fiori) veri. Basta fare un giro in un parco e raccogliere da terra i più belli. Questo darà una nota di naturalezza alla vostra composizione.

Il secondo consiglio è quello di variarla spesso, almeno una volta al mese. Comprate diverse essenze, lavate o spolverate con cura e mettete da parte le composizioni che avete deciso di non utilizzare.

Il terzo è quello di fare delle creazioni ad hoc in base alla stagione corrente.

I fiori di pesco, in autunno mettiamoli in letargo!