Ho avuto la fortuna di venire da queste parti diverse volte in inverno. La stagione è dura, le temperature scoraggiano molti, ma le poche ore di luce che il giorno regala sono particolarmente affascinanti.

Non è un caso se qui chiamano l’inverno la stagione dei colori. Per anni sono andato nel tratto di mare che separa le isole Lofoten dalla terraferma: il Vestfjorden, e in particolare il Tysfjord. Negli anni in cui le aringhe scelgono di entrare in quelle acque protette durante la loro migrazione, questo angolo incantato di costa norvegese si trasforma in un festival delle orche.

Lo scenario è splendido con le montagne dipinte d’oro che fanno da quinta al mare. I pescherecci ritirano le reti colme di aringhe, intorno incrociano le orche in cerca di una facile preda, mentre il cielo è gremito di gabbiani e aquile pescatrici. Negli ultimi anni, però, le aringhe e le orche si sono spostare sul lato oceanico delle Lofoten e delle isole Vesterålen. In particolare, è facile avvistarle dalle parti di Andenes, all’estremità settentrionale di quest’arcipelago meno noto rispetto alle Lofoten, ma altrettanto bello. E non è una notizia da poco perché questa cittadina è considerata uno dei posti migliori del mondo per l’avvistamento delle balene. Mettete insieme le 2 cose e capirete facilmente perché fare whale watching da queste parti è un’esperienza indimenticabile.

WhaleSafariAndenes è l’operatore specializzato in questo settore. Figura chiave di questa organizzazione è un italiano, Daniele Zanoni, che ormai vive qui da anni e ha dedicato la sua vita alle questa attività: “Andenes si trova in una posizione fantastica per l’avvistamento delle balene perché qui la piattaforma continentale finisce a sole 8 miglia marine dalla costa. In meno di un’ora di navigazione si raggiunge il Bleik Canyon. Profondo diverse migliaia di metri, è l’habitat ideale per i capodogli e per altre specie di balene alle quali, in inverno, si aggiungono le orche. I nostri safari hanno una percentuale di successo che sfiora il 100%”. Questo spiega come si possano permettere una formula soddisfatti o rimborsati, mai vista altrove. Se non vedete le balene, vi regalano un altro safari o vi rimborsano il biglietto.

La giornata comincia con la visita del museo dove è ospitato, fra le altre cose, un gigantesco scheletro di capodoglio (sono un quarantina in tutto il mondo). Verso le 10 si sale a bordo di una delle imbarcazioni, nel nostro caso la Reine, motonave che ha prestato servizio anche come imbarcazione per la caccia alle foche e oggi, completamente ristrutturata, si redime offrendo il suo contributo alla causa della tutela della natura. A bordo non mancano due sofisticati idrofoni che, oltre a semplificare le ricerche dei cetacei, permettono ai passeggeri di sentire il loro canto.

Come dicevamo, gli avvistamenti sono praticamente garantiti, ma è difficile aspettarsi la prossimità di alcuni di essi. Le procedure da seguire durante questi momenti sono rigide e totalmente improntate al rispetto degli animali, ma questo non vieta ad un paio di capodogli di venire a scodare proprio lungo la fiancata della barca. Un emozione difficile da descrivere. Specialmente d’inverno il whale safari è una esperienza rinfrescante. 2 consigli: vestitevi a strati, con calzamaglie, scarpe pesanti, cappello e guanti e approfittate delle tute termiche disponibili a bordo. Una volta rientrati alla base regalatevi una belle cena nel ristorante del whale centre: si mangia davvero bene.

www.whalesafari.no

www.visitnorway.com

www.volagratis.com

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