“Se non fai bravo ti mando a Lampedusa”; il senso della minaccia non è molto chiaro al ragazzino che decide comunque di fare il bravo e nasconde la mano dietro la schiena. Perché se c’è una cosa che fa spazientire l’uomo delle bolle di sapone è quando gli fanno scoppiare le bolle. L’uomo delle bolle di sapone è russo; sta spiegando ai piccoli allievi accorsi in darsena come usare i legni del mestiere. Bolle lunghe metri soffiate dal vento della sera, prodigi del detersivo per i piatti, di due bastoncini e di una corda. Il giocoliere, un Puck tedesco, lo provoca facendo esplodere le sue creazioni migliori. Se Germania provoca, Russia risponde, e “ora il russo combatte il tedesco, lo vince e lo manda a Lampedusa”. Una rielaborazione storica che abbraccia la seconda guerra mondiale e i centri di prima accoglienza in una manciata di parole.

È la “Festa dei giardini di mare”; sul Lungo Canale Est artisti da studio, da serra e da strada espongono i propri talenti. Il tema sono le panchine, che ogni artista ha travestito con la stoffa del mestiere, legno, cartapesta, plastica, tele e verde, attorno alle quali acrobati e giocolieri danno spettacolo. Drappeggi lucenti fuggiti dal mondo dei carri, istallazioni aromatiche, ninfe degli alberi; una manifestazione che ha il sapore degli anni Settanta, quando la strada era il luogo della discussione e della creatività.

Mentre passeggio sul Lungo Canale m’accorgo del Museo della Marineria, proprio qui. Ma pensa, mai calcolato. Entro e osservo le teche di foto e documenti, scafandri, strumenti di navigazione e di costruzione navale che testimoniano le storie di capitani, palombari coraggiosi, poeti e scrittori del mare, maestri d’ascia e calafati. Il Museo è ricco di oggetti marinari e reperti, come la barca di Mario Tobino, il cannocchiale di P. B. Shelley, il cui corpo è stato portato sulla spiaggia di Viareggio dalla tempesta che lo aveva fatto naufragare, e di pezzi unici come la Torretta Butoscopica, inventata da Alberto Gianni, usata negli anni Trenta per recuperare il tesoro dell’Egypt e ancora in uso per le immersioni a grande profondità.

Così oggi mi sono imbattuta sul Lungo Canale nei giocolieri, nell’arte di strada, nel museo di un’eccellenza e nel valore del piccolo mondo.