Ecco un bel post che col vino non c’entra niente. Basta scrivere di eno-tour-gastro-libidinosi. Vino, vino…sempre a parlare di vino.

Questa settimana mi prendo una pausa epato-salutistica e parlo diiiiiii….boh, dopo ci pensiamo. Intanto questo weekend andrò a fare una di quelle gite golose…ma di questo vi parlerò un’altra volta.

Per tornare a oggi, avevo giusto in mente di raccontarvi della gita nel Sulcis con la moto da trial. O meglio: sono andato nel Sulcis e ho trovato una moto da trial. Insomma, ho incontrato un tipo, Andrea, nel Sulcis, che organizza delle gite strepitose con le moto da trial. Il bello è che io, sulla moto da trial, il mio bel didietro non ce lo avevo mai messo. Così mi sono trovato in un territorio pazzesco, bellissimo, stregato, intrigante, insospettabile e decisamente selvaggio e sperduto, a cercare di stare dietro a due scalmanati professionisti, acrobati delle 2 ruote, che hanno riso di me fino a farsi venire i crampi.

Però io mi sono divertito altrettanto e adesso, quasi quasi, chiamo il mio amico moto-blogger Lapo e gli chiedo una dritta per comprarmi una bella moto da trial. Il Sulcis Iglesiente è un territorio superlativo per tutti gli appassionati d’asfalto, ma soprattutto di fuoristrada. Un reticolo di sentieri misterioso e poco frequentato che si perde in questo angolo di Sardegna dimenticato da dio. Sono tracce e mulattiere che raggiungono villaggi fantasma, s’inerpicano sulle alture e regalano vedute memorabili, scendono lungo il corso di torrenti impervi e sbucano presso tunnel abbandonati e resti di costruzioni ciclopiche. Non alla portata di tutti però. Molto spesso non ci sono indicazioni: il reticolo di sentieri appare piuttosto un labirinto o una pista lanciata nel nulla. Può capitare di sfiorare punti di grande interesse senza neppure immaginarselo, e quasi sicuramente di perdersi.

Per poter andare alla scoperta di questa zona ci vuole una guida esperta, che conosca tanto il territorio quanto le esigenze dei motociclisti. Ed ecco che, da qualche tempo, opera a Gonnesa Andrea Piga, che ha aperto un gradevole Bed & Breakfast dedicato ai motociclisti: dispone di 4 moto e di tutta l’attrezzatura. Andrea è la guida ideale per godere al meglio delle bellezze nascoste del Sulcis. Profondo conoscitore del territorio e appassionato fuoristradista, è capace di disegnare, volta per volta, percorsi adatti ai desideri e alla preparazione dei suoi clienti, ma sempre divertenti e diversi. Che si tratti di motociclisti esperti o neofiti curiosi.

A me è piaciuta particolarmente la gita dedicata alla scoperta delle miniere dell’interno, un patrimonio vastissimo, ricco d’infinite possibilità a livello di itinerari, incredibilmente intrigante e, soprattutto, sconosciuto.

Lasciato il B&B, imbocchiamo uno sterrato facile facile, giusto per prendere confidenza con i mezzi e scaldarsi un po’. Poi cominciamo a salire lungo sentieri mozzafiato, mulattiere dismesse e pietraie. Nel raggio di 30 chilometri passiamo dalla sabbia, alla roccia, alle montagne del complesso del Marganai, alle Cascate della valle di Oridda, per poi attraversare il bosco di Sa Duchessa, straripante di lecci secolari che fanno da cornice ai villaggi minerari dismessi, come Arenas, Malacalzetta, Baueddu, per poi arrivare alla Sorgente di Pubusinu. Per un breve tratto accarezziamo l’asfalto, ma poi è la volta di una delle vette più alte da scollinare, Sibiri. Una volta arrivati in cima, lo sguardo spazia dall’interno della Sardegna fino al mare e alle isole minori. La discesa dal costone è a dir poco emozionante ma, mi accorgo strada facendo, meno difficile di quanto apparisse dalla cima. Di nuovo in pianura, ecco un sentiero che si ostina ad attraversare innumerevoli volte il fiume Rosso. Qui do il meglio di me stesso e cado 4 mila volte, trasformandomi in una specie di mostro di fango per la gioia dei miei compagni di viaggio. Sono fradicio, sudato e a dir poco scontroso. Ma poi arriviamo alle dune di Piscinas e, dopo un tuffo, sono di nuovo in pace con la moto da trial e non ho nemmeno mangiato un braccio ai miei amici. Da qui, il ritorno è a poco meno di un’ora d’asfalto lungo una costa che toglie il fiato per la sua bellezza, e non ci rimane che scegliere dove andare a mettere le gambe sotto il tavolo. Per esempio a due passi dalla spiaggia di Portixeddu, all’Hotel Sardus Pater, dal quale ci godiamo la vista mentre attacchiamo un bel piatto di crostacei e frutti di mare freschissimi.

PS: Nel Sulcis di vini buoni ce ne sono parecchi. Ma di questo parleremo un’altra volta.

 

www.domusdejanas.org

www.hotelsarduspater.it

 

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