Ber, 362 anime sperse nella campagna ungherese, 80 km a nord est di Budapest, in ungherese significa salario: fa quasi sorridere, visto che ci troviamo in una delle zone più povere di tutta l’Ungheria. Eppure è proprio qui che ha origine la storia che sto per raccontarvi.

La mia fonte è il Dr. Banfi, ex vice capo della polizia Ungherese e attuale Direttore dell’agenzia dell’Unione Europea Cepol. Proprio a Ber quest’uomo visionario decise di venire a vivere insieme alla moglie filippina e ai figli più piccoli (che neanche a dirlo parlano correntemente l’ungherese e l’inglese) e di investire nel primo e unico ristorante filippino d’Ungheria, il Malom Udvar (il sito sarà disponibile a breve, intanto si fanno conoscere tramite Facebook e passaparola). Ne è nato un luogo magico e inaspettato, ricostruito come un borgo antico intorno al vecchio mulino, nel rispetto della tradizione – varrà la pena tornarci nella bella stagione, quando si potrà mangiare all’aperto, lungo il ruscello, proprio di fronte al bosco.

tavoli esterni

Lo spazio accanto al ristorante vero e proprio, con cucina a vista e grandi stufe d’impronta orientale, è stato destinato alla creazione di un asilo gratuito per i bambini di tutte e tre le etnie della zona: ungheresi, slovacchi e zingari. Ed ecco l’integrazione: a Ber gli zingari, che altrove sono ritenuti un problema, vengono coinvolti all’interno della comunità, perché imparino a confrontarsi con gli altri e a rispettare le leggi del Paese.

mulino

Anche il ristorante del Dr.Banfi accoglie tutti, indistintamente. E con tutti, indistintamente, questo affabile signore si intrattiene a raccontare un pezzo di storia del ristorante, del Paese, di come le cose stanno cambiando, a Ber e altrove. E’ così che ho scoperto che in Ungheria esiste una piccola ma compatta comunità di filippini, di cui fa ovviamente parte anche sua moglie, che istruisce i figli in inglese e favorisce lo scambio culturale fra i due Paesi: i tempi sono ormai maturi e dall’anno prossimo anche l’Ungheria avrà il proprio ambasciatore a Manila.

A Ber non ci sono segreti, tutti si conoscono per nome. L’anno scorso il tasso di criminalità è stato pari a zero. Un successo che dovrebbe insegnare anche a noi che convivere in armonia e nel rispetto delle proprie differenze è possibile, se in primo luogo si rende omaggio al bene comune e si onorano le leggi della comunità!