Per autopubblicare un libro ci vuole determinazione, tanta determinazione: bisogna scriverlo, correggerlo, correggerlo un’altra volta e poi un’altra volta ancora, impaginarlo e curare ogni minimo dettaglio per avere un prodotto senza pecche e rispettoso nei confronti del lettore. Ci vuole coraggio, anche, perché la risposta del pubblico potrebbe non essere quella che ci si aspetta.
Elisa Della Scala ce l’ha fatta. Il suo romanzo, La regina dei cupcakes, autopubblicato tramite Amazon, non solo è fatto molto bene, ma è anche in vendita in alcune librerie di Londra e Berlino.

Elisa è una giovane donna italiana trapiantata a Londra, già autrice della raccolta di poesie e racconti Destino Cane (edizioni Il Calamaio) e attualmente impegnata nella stesura del suo secondo romanzo e in un progetto di street art e scrittura con un artista di Torino, illusionlab.it, che verrà realizzato a luglio a Bristol nell’ambito dell’Upfest, il festival di street art più grande di Europa.
Le ho rivolto alcune domande, per capire meglio il suo interessantissimo percorso.

  • Innanzitutto parliamo un po’ del tuo romanzo, La regina dei cupcakes.

Scritto e ambientato a Londra, La Regina dei Cupcakes parla del grigiore dell’esistenza e della paura di osare, di chiedere qualcosa in più a se stessi e alla propria vita, mettendo in discussione le piccole quotidiane certezze di ognuno di noi. Il tema principale del romanzo è l’incitamento a sognare, a credere in un futuro diverso e migliore; anche se i propri sogni non si realizzeranno, l’importante è averli coltivati e inseguiti. Il protagonista, il vecchio contabile Antonio Esposito, è un personaggio aspro e disincantato, rassegnato sin dall’inizio. Tra ricordi e vita presente, ci racconta la sua esistenza mediocre fino all’esplosione dei suoi desideri e alla sua ricerca della felicità; non c’è retorica in tutto ciò, perché il romanzo parla al lettore con ironia e leggerezza, ricordandogli che non è mai troppo tardi per cambiare.

  • Dove lo possiamo trovare?

La Regina dei Cupcakes è in vendita su Amazon e a Londra presso le librerie Foyles e The Italian Bookshop – a Berlino presso la libreria Spazio Corsivo. Ulteriori informazioni sul libro alla pagina Facebook.

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  • Perché hai deciso di ricorrere all’autopubblicazione?

Lo confesso, all’inizio ho scelto di autopubblicare semplicemente perché non avevo voglia di aspettare le risposte degli editori a cui avevo mandato il manoscritto. Sono di natura piuttosto irrequieta e, anche se scrivere mi ha insegnato la pazienza, ero così contenta e soddisfatta del mio romanzo che non vedevo l’ora di vederlo stampato, stringerlo tra le mani e condividerlo con il pubblico!
Quando ho preso la decisione, ho pensato che l’autopubblicazione offrisse vari vantaggi, tra cui garantire al testo una maggiore protezione e avere migliori chance di farlo notare alle case editrici tradizionali nel caso in cui la vendita fosse andata bene. Senza contare il fatto che, nel frattempo, avrei avuto almeno qualche riscontro/critica da parte di persone al di fuori della mia cerchia di amici o parenti, preziosissime e utilissime per correggere eventualmente il tiro con una seconda edizione.
Poi ci ho preso gusto e mi sono appassionata all’avventura. Seppur molto faticosa, occuparmi di tutto il prodotto e non solo della scrittura è stata e continua a essere una bellissima esperienza: è come se stessi accompagnando con amore e dedizione il mio romanzo fino al pubblico. Un po’ la differenza che c’è tra tenere per mano la cosa più bella, preziosa e importante che io abbia mai creato e fare la strada insieme, piuttosto che salutarla alla fermata dell’autobus o chiamarle un taxi.

  • Quali sono le cose importanti da tenere in mente quando si sceglie il self-publishing?

Credo che per fare questa scelta si debba essere consapevoli della notevole fatica, dell’impegno e dell’investimento economico da affrontare se si vuole ottenere un prodotto editoriale il più possibile professionale e di qualità, che possa essere credibile e appetibile nello scaffale di una libreria o nelle mani del lettore.
Personalmente parlando, io sono abituata a faticare per raggiungere i miei obiettivi, e ho scritto il romanzo rinunciando alle pause pranzo, alle serate con gli amici e a gran parte delle vacanze. Per me scrivere è una grande passione, è qualcosa in cui credo con tutta me stessa; è come respirare, se non lo facessi non vivrei. Ma con l’autopubblicazione mi sono resa conto di quanto sia duro e complesso il lavoro che c’è dietro a un libro, tutto quello che fa la casa editrice dopo la consegna del manoscritto. Ho curato da sola l’impaginazione, sia per il cartaceo che per il Kindle, e per farlo ci sono volute quasi tre settimane. Sono una perfezionista, e tanto per dirne una il formato Kindle mi ha fatto impazzire, ho dovuto praticamente imparare il mestiere!

  • Ci dai qualche dritta per avere un cartaceo fatto bene?

Per il cartaceo io ho preso ad esempio le pubblicazioni più belle che avevo e ho fatto fare due prove di stampa per scegliere il tipo e colore della carta e per controllare che il formato e il font dei caratteri fossero quelli giusti, che l’impaginazione seguisse tutti i criteri canonici e che non ci fossero errori nella distribuzione del testo sulle pagine.

  • E per la copertina?

Per quanto riguarda la copertina, mi ritengo fortunata ad avere una sorella, Veronica Della Scala, che è una bravissima illustratrice. Il lavoro di set up è stato fatto da un grafico professionista, un mio amico che si è offerto di darmi una mano.

  • Ti hanno aiutata altre persone?

Anche per l’editing e la correzione di bozze mi sono rivolta ad altri; io ovviamente non avrei potuto farlo da sola. E strada facendo ho avuto un angelo che si è offerto di leggere per primo il libro mentre lo scrivevo, capitolo per capitolo, e con pazienza mi ha fatto notare le incoerenze o le cose che non si capivano. Un vero e proprio editing strutturale, insomma. Senza contare l’aspetto promozionale, in cui ho ricevuto un grande aiuto soprattutto per quanto riguarda la pagina Facebook che si è rivelata utilissima, oltre che una buona consulenza sulle card promozionali e su come fare un minimo di ufficio stampa.
Tutte le persone che ho citato hanno fatto un ottimo lavoro e senza di loro sono sicura che il libro non sarebbe stato così bello. Ma soprattutto, il fatto che ci sia dietro un piccolo lavoro di squadra mi fa infinitamente piacere. Certo, con una casa editrice alle spalle, le cose di cui mi sono occupata personalmente sarebbero state fatte meglio e non mi avrebbero tolto tanto tempo, impegno e investimento economico. Ma l’esperienza è stata interessantissima e formativa e la soddisfazione enorme.

  • E poi La Regina dei cupcakes è finito in libreria…

A essere sincera non ci avevo proprio pensato, è accaduto per puro caso. Anzi, direi per buon karma! Sapevo che Amazon garantiva la vendita su ordinazione in tutte le librerie, anche all’estero, così appena il romanzo è uscito on line ho deciso di provare in una delle più grandi di Londra. Vivo qui da tre anni, e Foyles è la mia libreria preferita. Ma quando ho chiesto La Regina dei Cupcakes, evidentemente era ancora troppo presto e mi hanno risposto che il libro non era reperibile. Ci sono rimasta male, lo ammetto, e per consolarmi ho pensato di comprare un altro libro italiano. Ho scelto un libro di un autore emergente, così almeno facevo contento qualcuno che non fosse già famoso. Il romanzo umoristico che mi sono trovata tra le mani mi ha fatto ridere di gusto e dimenticare la delusione, così ho scritto all’autore per complimentarmi. Lui non sapeva di essere in vendita a Londra, e ne era felice. E mi ha chiesto di essere messo in contatto con il responsabile della libreria per ringraziarlo. La cosa è andata a buon fine e quando mi è capitato di incontrare e ringraziare a mia volta il responsabile della sezione internazionale di Foyles per essere stato così gentile e disponibile, lui mi ha chiesto di mostrargli il mio libro. E poi ha deciso di mettere in vendita La Regina dei Cupcakes!
Per me è stata una sorpresa incredibile, non pensavo che un libro autopubblicato potesse andare in libreria. E tuttora credo sia un caso piuttosto isolato, anche qui all’estero. Ma mi ha dato la motivazione per proporlo anche alle altre librerie a Londra e Berlino.

  • Insomma, direi che sei più che soddisfatta.

Sì! Anche perché a Londra il romanzo sta avendo un discreto successo, al punto che a Natale Foyles lo ha recensito e messo tra gli staff picks in esposizione all’ingresso della sezione internazionale dello store principale. Una soddisfazione incredibile.

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Buona lettura!

Nell’immagine di copertina Elisa Della Scala con La regina dei cupcakes in Carnaby Street, dove si svolge la parte finale del romanzo.