Un bella foto di sport deve esaltare il soggetto nel suo gesto atletico. Il soggetto deve essere isolato, ben a fuoco, inciso e “staccato” dallo sfondo.

Mi ricordo quando, circa una decina di anni fa, divorai il BLOG di Rob Galbraight, leggendo ogni singolo post sui consigli su come migliorare la mia tecnica fotografica. Durante le mie letture trovai un post più interessante degli altri: Rob spiegava che, pur di scattare a tutta apertura, arrivava a tempi anche di 1/8000 di sec.

L’accoppiata di massima apertura (f:2.8) e tempi rapidi è una delle principali regole da seguire. Chiaro che tutto così diventa più difficile: la stessa scena ripresa a f:8 vi darebbe molti più margini di errore sulla messa a fuoco (diamo per scontato che tutti sappiate cosa sia la profondità di campo, vero?), ma lo sfondo sarebbe sicuramente di disturbo.

 

Ecco quindi che studiare la situazione e cercare di anticipare di una frazione di secondo l’azione diventerà fondamentale per ottenere una buona immagine. Prima di un evento sportivo non date nulla per scontato, cercate di capire quale sia per voi la posizione migliore. Ricordate che una posizione alta rispetto al terreno di gioco tenderà a schiacciare il soggetto, avrete come fondo il campo stesso. E’ un’opzione da valutare con attenzione.

Guardate “dietro”, cercate di evitare elementi che siano solo di disturbo e che non aggiungano nulla all’immagine.

Alcuni esempi:

cancellara

Mendrisio 2009, mondiali di Ciclismo. Fabian Cancellara è il super favorito. Decido di posizionarmi in cima a una piccola salita, seduto per terra a bordo strada. La posizione leggermente rialzata mi dà la possibilità di vedere gli occhi di Cancellara, nonostante sia in posizione aerodinamica. L’ottica è il 300 mm, ovviamente a f:2.8. L’attenzione e il fuoco cadono sugli occhi… il resto non esiste, completamente sfuocato.

fabris

Un esempio leggermente diverso. Olimpiadi invernali Torino 2006. Enrico Fabris sta per diventare campione olimpico della sua specialità: i 1500 metri. Scelgo una posizione all’uscita di una curva . Sullo sfondo i 5 cerchi olimpici.

Un diaframma in meno e l’ottica meno lunga (200mm) mi daranno il giusto compromesso tra soggetto isolato e contesto.

milito

Stadio San Siro: Milito segna, fortuna vuole che scarichi la sua esultanza correndo verso di me… 300 mm a tutta apertura per racchiudere in un urlo tutta la sua gioia.

sbk

Maggio 2009, campionato Super Bike, il favorito sulla Yamaha numero 19 è l’allora esordiente Ben Spies, vincerà il mondiale al suo esordio. Sono posizionato alla variante Ascari, una stupenda “esse” alla fine del rettilineo di partenza. Ben è famoso per la sua guida a gomiti larghi, non per altro il suo soprannome è “Elbowz” (da Elbow che in inglese significa “gomito”). L’ottica è il 500mm usato alla massima apertura di F:4 .

 

Il consiglio è semplice: avete investito parecchi soldi per assicurarvi un’ottica che abbia una buona apertura focale, beh sfruttatela! Che sia la partita dei pulcini dove gioca vostro figlio o le Olimpiadi non ha importanza. Il concetto non cambia. Spremete al massimo le potenzialità del vostro obiettivo e la soddisfazione sarà assicurata.