Quando ho ricevuto la proposta di partecipare a una sfida di cucina ho sorriso. Perché chi mi conosce sa che per me la cucina è un luogo che deve rimanere rimanere pulito, esattamente come gli altri ambienti della casa, e “sporcarla” non fa per me. Ecco forse perché io amo i piatti pronti e tutto ciò che non comporta l’impiego di molto tempo e soprattutto di mille utensili, piatti o cotture. Ecco anche perché io non sono affatto una brava cuoca, anzi, direi pessima. Del resto mi occupo prevalentemente di design e non di food.

Ma una richiesta lontana anni luce da me poteva essere un modo per mettersi alla prova, conoscere un mondo nuovo, e perché no, anche per divertirsi. E poi si trattava di cameo, un marchio che per me è sempre stato sinonimo di bontà, ma anche di aiuto in cucina. E quindi per me un grande amico!

Appuntamento quindi il 21 aprile per partire con gli altri blogger di Paper Project alla volta di DolceCasa cameo a Desenzano del Garda, un luogo che nel mio immaginario aveva le fattezze di una stanza all’interno di un capannone grigio, caratterizzato da cemento e ferro. Una volta arrivata ho invece compreso il perché è stata chiamata “DolceCasa” cameo.

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L’entrata ti coinvolge subito in una dimensione tenera e giocosa, con la mucca Muu Muu e i budini giganti che ti danno il benvenuto indicandoti la strada per l’ingresso. Poi le porte si aprono su un open space candido, luminoso e ospitale, dove l’area espositiva ti coinvolge alla scoperta delle tipologie di prodotti dell’azienda. Un percorso che trova il modo di farti conoscere tutto, dal passato al presente, dal dolce al salato, da cameo a Paneangeli, dai piatti pronti ai preparati, in modo interattivo e coinvolgente sia per gli adulti sia per i bambini. Un assortimento completo che sorprende per la completezza dell’offerta.

E se all’esterno domina la mucca, all’interno fa mostra di sé un furgoncino dipinto con gli stessi colori dei budini cameo, i simboli dell’azienda, ossia vaniglia e cioccolato. Un furgoncino che trasporta alcuni dei prodotti e che è stato vestito con le immagini delle pubblicità dell’azienda, dando visione delle tappe storiche di cameo, dal 1891 a oggi.

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DolceCasa cameo si compone poi di un’area operativa dove trovano spazio forni, frigoriferi, un lungo bancone con 12 postazioni dotate di piastre a induzione, deliziose cappe a forma di cappello da chef e tutte le attrezzature atte a poter dare la possibilità ai propri ospiti di cimentarsi con i prodotti cameo. Perché DolceCasa cameo è un luogo che accoglie grandi e bambini per far loro vivere un’esperienza coinvolgente ed emozionante a contatto con gli ingredienti dei suoi prodotti, invitandoli a provare a “mettere le mani in pasta”.

Ecco ci siamo! E’ arrivato il momento di metterci alla prova! Ognuno di noi, 13 blogger donne e 1 solo blogger a rappresentanza del sesso maschile, ha preso posto davanti alla propria blind box contenente ingredienti segreti diversi da tutti gli altri. L’obiettivo però era il medesimo: inventare un nuovo modo di utilizzare il budino. Sì, perché la guest star del giorno era lui. Alla vaniglia, al cioccolato, o al pistacchio, gli ingredienti della blind box, e 1 solo altro prodotto a scelta fra quelli cameo o Paneangeli per dare vita a una nuova ricetta con il budino.

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Spalancate le box si sono aperte anche le danze. Qualche minuto per capire cosa poter fare, e ognuno di noi si è impegnato per preparare qualcosa di buono, di bello e di nuovo. L’ingrediente della mia box che ha colpito di più la mia attenzione sono state le arance, e ho provato a utilizzarle per preparare dei cestini. Quindi non come ingredienti da mangiare, ma come contenitori. Per la mia ricetta ho utilizzato: arance con la buccia spessa, crema al mascarpone (preparata con Uova, Mascarpone, Zucchero al velo Paneangeli e Aroma rum Paneangeli), budino alla vaniglia cameo, canditi di arance Paneangeli e ribes. Il primo passo è stato quello di tagliare le arance, svuotarle, tagliare i bordi con un coltello da cucina e decorarli con chiodi di garofano. Ho quindi preparato la crema al mascarpone montando a neve gli albumi, poi i rossi, aggiungendo lo zucchero e poi una fialetta di rum. Successivamente ho preparato il budino, che per sbaglio ho mescolato più del dovuto perché pensavo che la piastra fosse accesa, e attendevo l’ebollizione mescolando, mescolando, mescolando… Questo errore mi ha però aiutato, perché ha permesso al budino di diventare molto simile a una leggera mousse, che è stata apprezzata dalla giuria. Ho quindi versato la crema al mascarpone nei cestini di arance facendo il primo strato, sopra cui ho aggiunto i canditi di arance, coperti successivamente da uno strato finale di budino.

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Una ricetta semplice che, una volta uscita dal frigo, ho potuto completare con un altro tocco di canditi e con i rametti di delizioso ribes rosso. E non dimentico i consigli di Katamashi che mi ha suggerito di riprovare a farla utilizzando anche il succo e la polpa delle arance all’interno della ricetta, e magari di utilizzare i chiodi di garofano anche per aromatizzare il latte del budino.

Due chef pasticcieri ci hanno seguito durante tutta la giornata, fornendoci tutti gli ingredienti base di cui avevamo bisogno: uova, farina, latte, burro e panna. Ma non solo. Sono stati dietro a tutto ciò che veniva cotto nei forni o sulle piastre e che magari qualcuno di noi si dimenticava di guardare, e soprattutto ci hanno incoraggiato facendoci sentire abili in quello che stavamo facendo.
Una sfida divertente, una sfida dolce, un mettersi alla prova con elementi buoni che invitano a socializzare. Questa è stata la giornata di martedì.

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Tre erano le critiche gastronomiche che hanno assaggiato le nostre proposte: Federica Visconti, Katamashi e Marina Malvezzi. E tre erano i premi: Bontà, Bellezza e Creatività.
E con mia grande sorpresa e l’incredulità da parte degli amici con cui ho condiviso la notizia, i miei cestini di arance sono stati premiati per la “Creatività“. Diciamo che è proprio il caso di dire… “la fortuna del principiante!”