Se le strade hanno un’anima, quella della Costiera Amalfitana è sicuramente romantica. Qui ci s’innamora. Delle curve, del paesaggio, dei sapori, della gente.

Napoli. Arrivateci come volete, ma arrivateci. In moto, in nave, lungo le autostrade oppure attraversando l’Italia per stradine secondarie. A Napoli esplode la vita, il colore, il calore d’Italia. Città di mille contrasti: si parla sempre di degrado e Camorra, ci si dimentica della bellezza. E della pizza.

Partiamo per la penisola sorrentina. All’inizio è un calvario di strade in pessime condizioni, traffico e periferie di degrado, ma una volta superata Sorrento, cambia la musica. Il percorso si alza deciso e tortuoso, regalando le prime emozioni. A Sant’Agata sui due Golfi, neanche a dirlo, si vedono il golfo di Napoli e quello di Salerno. In mezzo, proprio davanti a Punta Campanella, si erge la mole di Capri, ornata dai suoi faraglioni.

A Sant’Agata, più che per il panorama, ci fermiamo per Don Alfonso. Considerato uno dei migliori 10 ristoranti del mondo, è il tempio della grande cucina. Risparmiatevi la fatica e il costo di certi tre stelle francesi e godetevi le meraviglie che Alfonso ed Ernesto Iaccarino riescono sfornare dalla cucina. E’ qualcosa di indimenticabile che vale il viaggio. Un consiglio: se siete appassionati di vino, chiedete a Maurizio, il formidabile sommelier di mostrarvi la leggendaria cantina.

Il tratto di strada fra Sant’Agata e Positano è puro divertimento. Scegliete un orario tranquillo e pennellate l’asfalto fra un tornante e l’altro, sfiorando l’abisso. E’ il tratto più spettacolare del viaggio. Positano è una perla e bisogna fermarsi, scendere dalla moto e dormire all’Hotel Le Agavi, che offre vista e atmosfere da sogno. Bisognerà poi farsi forza per trovare la voglia di uscire dall’albergo, fare 4 passi, un po’ di shopping (si sa… la moda di Positano), fermarsi tassativamente alla pasticceria Zagara per assaggiare le famose code di aragosta (enormi sfogliatelle ripiene di crema pasticcera), accompagnate da una granita al caffè con panna…..

Ma che cos’è? Un weekend gastronomico? Sì, esattamente. Cosa ci volete fare se una delle più belle strade del mondo si snoda nel paradiso dei golosi? Approfittatene!

E allora via a correre lungo il mare, a volare da una curva all’altra e fermarsi ad Amalfi per un limoncello, e salire a Ravello per fare tappa all’Hotel Palombo e capire cosa vuol dire “ romantico” (se siete con una donna chiedete la camera 50, la Torre, se siete soli… tirate dritto).

La costiera continua, la strada è sempre un incanto, in bilico fra le montagne e il mare fino a Cetara. Borgo marinaro votato alla cultura delle alici. E alla colatura di alici. E così eccoci di nuovo con le gambe sotto il tavolo: questa volta all’Acqua Pazza, piccolo ristorante fantastico, dove Gennaro & Gennaro ci fanno toccare il cielo con un dito.

Sfila Vietri con le vetrine che esplodono di colore: è la capitale della ceramica. Qui finisce la Costiera. Non rimane che girare la moto e rifarla e poi ancora, e poi ancora. Non foss’altro che per quelle curve e tutti quei ristoranti da provare. C’è una sola ragione per lasciare la moto: salire su una barca e rifare tutta la costa provando i ristoranti pied dans l’eau. E questa ve la racconto una delle prossime volte.

www.donalfonso.com

www.leagavi.it

www.hotelpalumbo.it

www.acquapazza.it

 

Per la barca

www.plaghiacharter.it