Selvaggia e deserta. E’ la Corsica fuori stagione, quando la folla d’agosto non c’è più e si percorrono le strade, strette e ripide, facendo pieghe e contropieghe senza troppi timori.

Soprattutto nel Cap Corse, penisola incantevole e ventosa a forma di dito puntato verso il Continente. Tracciato di grande fascino che corre a picco sul mare. Superata Erbalunga, verso Marina di Sisco, la costa frastagliata e le montagne che cadono nel blu del mare ricordano l’Irlanda.

Una delle più belle strade della Corsica comincia da Macinaggio, il porto più trendy del Cap. Lasciamo il paese alle spalle e saliamo verso la montagna. Al Col de la Serra quest’isola esprime tutta la bellezza del suo paesaggio. Scollinando lungo una strada panoramica che serpeggia tra la vegetazione, scendiamo fino al porto di Centuri: piccolo, autentico e piegato su se stesso come per proteggersi. Bar, ristoranti e localini, gli uni affianco agli altri, guardano il mare e propongono piatti a base di aragosta. Come in un crescendo rossiniano, da qui in poi si susseguono spiagge e curve, torri Genovesi e punti panoramici. Nonza è il clou del periplo del Capo. Saliamo fino alla torre del 1550, per goderci il panorama unico che spazia verso Saint Florent, il deserto des Agriates e la Balagne. Proprio dal piazzale della torre, affacciandosi verso il paese, c’è una roccia forata da cui si vede la lunga spiaggia nera, di origine vulcanica.

Una manciata di curve per arrivare a Patrimonio, centro storico delle cantine corse. Tappa d’obbligo al Domaine Arena, per assaggiare, tra gli altri, il Bianco Gentile, un antico uvaggio ormai in disuso, che in questa cantina hanno recuperato da qualche anno, dando vita a un vino davvero unico. A Saint Florent si trova una delle sistemazioni più uniche del Mediterraneo, la Maison Rorqual, buen retiro dello scrittore francese Marc Levy. Il profondo golfo di Saint Florent, piccola Saint Tropez corsa, sfuma nel désert des Agriates, un universo di colori, rocce, vento e acqua. Poco prima di tornare sul mare, ecco il bivio per la spiaggia della Peraiola, bella e impossibile, che si apre alla foce di un torrente.

Mai paghi di curve, bisogna continuare e spingersi sempre più a Sud, oltre Ile Rousse fino a Porto. La strada tra qui e Piana passa per le Calanque, dichiarate patrimonio dell’umanità dall’Unesco, ed è una delle più spettacolari del Mediterraneo. Una distesa verticale di sculture di roccia tagliate da una strada delirante, quanto strepitosa, da affrontare con la moto.

Infine Ajaccio, la capitale corsa, patria di Napoleone. Città troppo spesso ignorata dai viaggiatori, offre in realtà molti spunti: non ultimi i numerosi ristoranti a pelo d’acqua, dove si mangia in modo sorprendente. Da qui a Bastia il tracciato attraversa in cuore montuoso dell’isola: 2 ore di bella guida per chiudere in bellezza un gran percorso.

 

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