Prima di partire per il primo viaggio on the Road negli Stati Uniti, non sapevo bene cosa aspettarmi: la tabella di marcia segnava 10.000 km da macinare in 30 giorni su e giù per i parchi e i deserti, e la mia preoccupazione più grande era ovviamente “sarò pronta? Avrò preso tutto?”. Adesso, dopo 5 viaggi oltreoceano e circa 40 mila chilometri sulle strade americane, ecco una lista di tutto quello che è necessario sapere prima di partire.

1. Stagione o fuori stagione?
– Stagione climatica: se dicono che ad agosto a Miami ci sono gli uragani, non è un modo di dire o una possibilità. Ci sono gli uragani. Quindi bisogna partire ben coscienti della zona e del periodo in cui si va. In New Mexico a dicembre siamo arrivati a una temperatura di -18°, anche se il nome dello stato suona come qualcosa di caraibico. La natura è violenta e incontrollabile (e forse anche per questo hanno Weather Channel, in cui mostrano no stop 24h al giorno disastri climatici).

Pioggia-in-Louisiana

Pioggia in Louisiana

Stagione “vacanziera”: il discorso riguarda i costi. Se siete costretti a viaggiare in agosto per ferie aziendali, calcolate un budget leggermente più alto rispetto ad altri periodi. Altrimenti, se avete altre opzioni durante l’anno, scegliete mesi diversi. Nel sud-ovest, per esempio, la differenza dei prezzi tra un mese e l’altro può variare in maniera sostanziale (anche fino al 40% in più), e i parchi nei mesi “minori” sono decisamente meno affollati, quindi molto più piacevoli da visitare.

Per fuori stagione si intende escludere da metà luglio a metà settembre.

-18-in-New-Mexico

-18 in New Mexico

2. Dove noleggiare una macchina?
Noi usiamo spesso carhire3000.ie, un broker che di solito ti offre le tariffe migliori, e a volte te la giochi bene anche con i cambi. In pound a volte costa meno, in altri casi è meglio in dollari. E’ un po’ macchinoso ma conviene. Una cifra che influisce notevolmente sul costo totale è il drop-off (lasciare la macchina in un posto diverso, o in un altro stato). Ho visto compagnie che aggiungevano fino a 700 dollari. E sul costo totale del noleggio è una follia.

3. Prendete una scheda telefonica ricaricabile da inserire nel tablet o nel telefono, come quelle di AT&T. E’ utilissima per essere connessi con il mondo e soprattutto per usare il navigatore. Puoi ricaricarla di 10 dollari alla volta e non caricarla più. Scelta ottimale se si decide di non prendere il navigatore col noleggio della macchina (costa fino a 10 dollari al giorno).

4. Da mettere in valigia, a parte l’adattatore, una ciabatta con più attacchi per ricaricare ogni aggeggio tecnologico: di solito nei motel scarseggiano le prese di corrente, così il problema è risolto.

5. Se volete materiale informativo ufficiale tutti gli stati hanno siti fornitissimi, spesso con mappe scaricabili. Se preferite le copie cartacee detto fatto: mandate la mail e tutto il materiale lo mandano a casa.

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Interstate in Kansas

6. Viaggiare in macchina negli States non è come farlo da noi: prima di tutto le autostrade sono gratis (a parte qualche caso nell’est, come New Jersey e New England), sono larghe e comode.

7. Fate il pass dei parchi. Per 80 dollari si può entrare per un anno in tutti i parchi nazionali ed è cedibile (non è una furbata, te lo dicono loro al momento dell’acquisto). Calcolando che la media del costo di entrata è intorno ai 20$, se uno mette in preventivo di fare un viaggio lungo o di tornare entro l’anno… E’ decisamente conveniente.

Canyonlands-ad-agosto

Canyonlands ad agosto

8. Non partire MAI e poi MAI per gli Stati Uniti senza un’assicurazione medica. Se doveste avere dei problemi di salute o un’urgenza i costi sono spaventosamente alti (per una visita di 5 minuti ti chiedono tranquillamente 400 dollari). Avevo letto di un ragazzo che non riusciva a rimpatriare perché doveva ripagare le spese mediche (alpinista senza assicurazione… Follia!) e chiedeva i soldi online. Pessima situazione in cui trovarsi. Noi di solito ci appoggiamo alla Columbus: meglio farla annuale e per tutto il mondo. Ovviamente i costi, in proporzione, sono più bassi.

9. Esta. Il visto per l’ingresso negli Stati Uniti costa 14$, dura due anni e si fa qui.Tutti gli altri siti di agenzie che si offrono di farlo, chiedendo cifre più alte, sono una fregatura (di solito chiedono sui 50€).

10. La mancia si dà. Purtroppo non c’è scampo. Dal 15 al 20% del conto. I camerieri prendono uno stipendio da fame e contano su quello… Ovviamente se il servizio è buono, ma in genere sono tutti gentilissimi e il senso di colpa allevierà la fatica di dare la mancia obbligatoriamente. Se non la date, o offrite una miseria, è segno che il servizio è stato pessimo. Calcolando che solitamente se pagate con la carta di credito si scrive la cifra sopra la firma: se il titolare vede che non lasciate mancia, magari penserà che la cameriera fa un pessimo lavoro, e non che voi non siete abituati a lasciarla. Casa loro, loro abitudini. Una volta ho lasciato una mancia del 2%. Ovviamente era per far capire quanto il servizio facesse schifo.

11. Non disdegnate i fast food e le catene. Spesso sono economiche e di buona qualità (per fortuna là non esistono solo Mc Donald’s e Burger King). Quelli che preferisco sono i family restaurant come Cracker Barrel o Denny’s, in cui per circa 10$ riesci a mangiare un pasto completo e pure buono. Per i pranzi al volo quoto sempre e comunque Chipotle: buono, fresco e con una filosofia solidale alle spalle.

Photo credits: Gianni Mezzadri