Non posso fare a meno di andarci, non posso fare a meno di andarci, eppure ogni volta che ci vado dico “questo è l’ultimo!“.

Io non posso smettere di andare ai concerti, io vivo per andare ai concerti, eppure tutte le volte che mi trovo li in mezzo alla gente mi accorgo che qualcosa è cambiato.

Sicuramente io che non ho più 17 anni (e nemmeno 22 o 27), ma soprattutto è cambiata la modalità di “visione” dei concerti.

Una volta si correva per appollaiarsi sotto al palco e conquistare la prima fila con l’unico obiettivo di poter vedere il proprio artista preferito da vicinissimo, al massimo si scattavano un paio di foto ricordo con la proprio macchina fotografica analogica compatta che eri riuscito a far entrare di sgamo nascosta nel panino avvolto dalla stagnola.

Oggi la situazione è tragica, gli ultimi concerti a cui ho partecipato li ho visti a 18 megapixel o attraverso un retina display, addirittura qualcuno ha alzato il proprio iPad (si proprio quello e nemmeno il mini) per avere la propria testimonianza filmata.

Ma ne vale davvero la pena?
Io sarò all’antica ma credo ancora che il concerto sia un’esperienza da vivere, da godere in quell’istante in quel momento.

E invece no, se ti guardi intorno vedi questa precisa sequenza:

1. scatto fotografico (meglio se direttamente con Instagram)
2. condivisione della foto (se hai usato Instagram salti già il passo 2)
3. check-in su Facebook/Foursquare/Stocaz… (ovviamente se con Instagram hai collegato tutti i tuoi social network hai già fatto tutto e puoi saltare i punti 2 e 3, congratulazioni).

Recentemente ho avuto l’opportunità di partecipare a un secret show dei Linea 77 per il lancio del loro nuovo EP.

La band torinese, che ha conosciuto un buon periodo di successo mainstream grazie anche ad alcune fortunate collaborazioni (Subsonica, Tiziano Ferro), ritorna sulla scena musicale ripercorrendo i propri primi passi, dal basso, dall’underground crossover e dall’autoproduzione che li lanciò a cavallo della fine degli anni 90 e dei primi 2000 con il loro suono fatto di chitarroni pesanti e saturi incrociato alle voci urlato/rappate dei due frontman.

Tramite newsletter hanno invitato gli iscritti a partecipare all’estrazione di una cinquantina di posti per assistere a questo show in un piccolo club milanese.

Vinco! E felice la sera del live mi reco al Rock’n’Roll dove i Linea 77 si sarebbero esibiti nella piccola sala concerti sotto al pub con la nuova formazione e per la prima volta in terra meneghina senza Emiliano, uno dei due cantanti storici della lineup originale.

Personalmente ero molto curioso, seguo la band dal loro esordio indie Too Much Happiness Makes Kids Paranoid e ho rivissuto con grande piacere il loro tour celebrativo per i 10 anni dell’album che li ha fatti esplodere anche all’estero, Ketchup Suicide.

L’atmosfera è di quelle più fighe, poche persone, nessuno si conosce ma si diventa tutti amici per via della passione comune. Di comune c’è anche l’aria interrogativa su cosa aspettarsi dal loro rientro sulla scena, molto chiacchierato sui social network e annunciato da loro stessi come un nuovo inizio con il singolo “Il Veleno“.

La distanza palco-platea è inesistente, in puro stile hardcore, il pensiero è “stasera ci si ammazza  fra pogo e sudore”.

Poi… Poi.  Poi inizia il concerto, e nonostante le mie impressioni fossero giuste, qualcosa stona, ma non è la band.

Davanti a me si alza improvvisamente un muro insormontabile di:

iPhone 4, iPhone 4s, iPad, Samsung Galaxy, Reflex con cannoni da paparazzi, GoPro!!!

Terribile, orrendo, una serata potenzialmente memorabile si è trasformata in un orrore di derivazione social/digital.

Peccato, davvero peccato, sarà che secondo me più si parla di social più mi sento a-social.

Fortunatamente le orecchie e le emozioni vengono graziate da un’esibizione tutta cuore e grinta di un gruppo che ha ancora molto da dire, nonostante, ironicamente, cantino “La musica è finita“.

Il loro nuovo EP “La Speranza è una trappola” è disponibile su tutti i canali digital e anche in copia fisica (io ringrazio).

Se volete un classico listen before you buy, eccolo direttamente da Spotify: