Viareggio è una città graziosissima.

L’impianto urbanistico si sviluppa sulla maglia ortogonale, orientata secondo i punti cardinali, a un passo dalla perfezione eliotermica e percettiva. Il sole sorge dai monti e tramonta sul mare; le vie lo accompagnano, facendosi percorrere nel corso del suo moto apparente.

Le architetture sono piccoli gioielli dell’eclettismo, del razionalismo, del modernismo; la residenza ha una sua tipologia, la viareggina, organizzata su lotto gotico, con impianto a cortina e sviluppo in profondità rispetto alla strada. La facciata della viareggina è una quinta oltre la quale non è dato sapere cosa si nasconde.

Poi c’è la Passeggiata. Un percorso rettilineo, un tracciato con una sezione banale ma forte come un taglio su una tela. Un segno che dal molo, dal faro, dagli yacht e dai pescherecci, porta a Piazza Mazzini passando per la Torre dell’Orologio, continua fino al Lido di Camaiore e su, fino a Forte dei Marmi e oltre.

Una linea leggera nella forma, ma densa nella sostanza, lungo la quale si viaggia con il passo verso nord e lo sguardo a ovest, sospinti da due forze contrastanti. Camminare consapevoli dell’importanza della direzione, ma voltarsi di continuo per guardare altrove, come eroi dei poemi omerici che poi così eroi non lo sono mai.

Distrarsi cercando il mare, aspettando di vederlo apparire nei coni visivi dei vuoti tra gli edifici che raccontano la storia del nostro viver borghese e dell’italica età del jazz: gli stabilimenti balneari storici, le sale da tè, i grandi hotel e gli ex bordelli, sfilano uno via l’altro come perle di una collana antica.

Le perle devono stare sulla pelle, altrimenti ingialliscono, diceva mia nonna, che era solita indossare la sua collana di perle per non farle ingiallire. L’idea che le perle, malgrado il miracolo della loro genesi e la perfezione della loro forma, potessero degenerare per il non-uso, le rendeva ancora più affascinanti ai miei occhi.

Così la Passeggiata di Viareggio con le sue architetture dimenticate, trasformate, sottovalutate o impreziosite sono per me perle di una collana antica, ancora più belle perché so che possono ingiallire.