Per me ogni scusa è buona per travestirmi.

Ricordo quando, non ancora ventenni, io e i miei amici avevamo inventato la ricorrenza di travestirci anche per i festeggiamenti di Capodanno: in una di queste occasioni ero arrivata a impiastricciare metà della mia capigliatura, allora corta e sbarazzina, con l’acqua e zucchero per azzardare una cresta, non avendo a disposizione vestiti particolari. Poi ho riscoperto la mia vena artigiana (accantonata durante gli anni della scuola superiore) e da allora ho iniziato a costruire con le mie mani gran parte dei travestimenti di cui ho avuto bisogno.

Questa volta ho pensato di mostrarvi come realizzo le maschere con la cartapesta. Non credo sia la tecnica utilizzata dai veri artigiani, ma sicuramente si ottengono bellissimi risultati e ne vado particolarmente fiera.

L’anno scorso, durante il Carnevale di Venezia, ho acquistato una semplice maschera bianca, da utilizzare come base sulla quale costruire tutte quelle che posso desiderare con carta di recupero e colla vinilica.

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Nel web si trovano molti “tutorial” dove consigliano di modellare la cartapesta utilizzando come base un palloncino gonfio, ma trovo che i risultati siano alquanto grotteschi… il mio consiglio è invece quello di procurarsi come base una maschera semplice a volto intero sulla quale lavorare. Dopo averla coperta con uno strato di pellicola, sia per non rovinarla sia per facilitare il distaccamento dell’opera dopo che si sarà asciugata, ho steso un paio di strati di carta bianca da cucina semplicemente tamponandoli con una spugna umida. Nel mio caso voglio realizzare una maschera che copra la sola metà superiore del viso quindi mi sono fermata appena sotto al naso.

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Una volta posati i primi strati, che non contengono inchiostro e sono quindi più adatti per rimanere a contatto con il viso, inizio a mummificare la maschera con strisce di carta di quotidiano inumidite e spennellate con colla vinilica diluita.

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Affinché la maschera si asciughi deve trascorrere almeno mezza giornata, dopodiché potrà essere rimossa facilmente dal supporto.

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La struttura così ottenuta è abbastanza rigida da mantenere la forma del viso, ma allo stesso tempo può essere ritagliata secondo la forma desiderata. Quindi si può disegnare la sagoma preferita (nel mio caso ho simulato quella delle foglie) con una matita e poi ritagliarla con le forbici.

Per i fori degli occhi consiglio di ricalcare la forma di una maschera che ci calza bene oppure procedere poco per volta fino a ottenere il risultato più adatto ai nostri lineamenti e non solo in base all’espressione che vorremmo riprodurre.

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A questo punto abbiamo una maschera che deve essere solo colorata e decorata: si possono usare colori acrilici e colori 3D, ma anche applicare piume, nastri e merletti.

Le mie foglie rosse e oro mi ricordano l’autunno… troverò qualcuno che voglia impersonare insieme a me le altre stagioni!

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