Gli uomini non cambiano, cantava Mia Martini. E allora perché noi donne ci ostiniamo a tentare di smussare quelle piccole (piccole?) asperità del maschio medio che ci danno tanto fastidio?

Perché siamo delle inguaribili ottimiste, mi verrebbe da dire, ma il ventaglio delle possibili motivazioni è a dir poco infinito. Quel che è certo è che ognuna di noi, prima o poi, ci ha provato, salvo poi capitolare e alzare una bella bandierina bianca di fronte alla titanica impresa.

Ma un aiuto per risollevarci dai nostri insuccessi arriva – attenzione attenzione – proprio da uno di quegli esemplari che noi vorremmo tanto cambiare, ovvero da un uomo. Nello specifico da W. Bruce Cameron, giornalista umoristico americano già autore di Dalla parte di Bailey e Il viaggio di Buddy, che nel suo libro Come plasmare un uomo – Suggerimenti per riuscire in un’impresa eroica (Giunti, 12 euro) ci svela alcuni trucchetti per apportare le tanto sospirate piccole “migliorie” al nostro compagno di vita.

Tutto ha inizio dopo il divorzio dalla moglie, quando lo scrittore pensa bene di chiedere alle donne che conosce di stilare una lista delle cose che non vanno in lui. Incredulo di fronte alla lunghezza chilometrica della suddetta lista, decide di andare oltre e apre un dibattito sul suo sito: cosa una donna cambierebbe in un uomo?

Nasce così il libro, una raccolta di suggerimenti, astuzie, consigli e strategie che l’autore, da vero “uomo cambiato”, regala a tutte le donne che si vogliono cimentare nella dura lotta contro le malsane abitudini dei gentiluomini.

Funzioneranno davvero? Chi lo sa, ma tentar non nuoce.

Ecco qualche assaggio:

Le donne sono anche disposte a prelevare un uomo dall’espositore, ma una volta portato a casa vogliono modificarlo: ne notano certe tenere peculiarità, quale l’incapacità di posizionarsi davanti a un frigo aperto e individuare il barattolo di maionese al suo interno, e avvertono il desiderio di aggiustarle. Solo che gli uomini non vogliono essere «aggiustati»; desiderano semplicemente che le donne li amino per quello che sono. Né desiderano acquisire caratteristiche così innaturali quali sensibilità o premura. E quando dico che gli uomini vogliono che le donne «li amino» ovviamente intendo «facciano sesso con loro».

La mia vicenda vi insegnerà che spesso cambiare un uomo presuppone l’adozione di certe tecniche per fargli credere che l’idea sia tutta sua. Chiedetegli a bruciapelo di cambiare comportamento, e vi risponderà picche. Applicate una strategia più raffinata, e anche voi potrete plasmare il vostro maschio.

Un esperimento scientifico

Materiale necessario: un uomo, una scala e una pila di biancheria fresca di bucato (comprese alcune delle magliette “preferite” dell’uomo in questione).

Esperimento: posizionate la pila di biancheria sulla scala.

Osservazioni: registrate quante volte l’uomo scavalca la pila di biancheria senza raccoglierla. Non ditegli che portare qualcosa di sopra non lo ammazzerebbe (non che dicendoglielo cambierebbe nulla, peraltro). Registrate anche la frequenza con cui l’uomo vi chiede dove stanno le sue magliette preferite, che si trovano in bella vista in cima alla pila.

Conclusione: le pile sono invisibili.

Ma se per indurre il vostro maschio a far qualcosa è necessario mostrargli ogni volta il vostro, ehm, frutto proibito, è logorante. Ecco perché questo volumetto è tanto prezioso: contempla anche tattiche che non prevedono la nudità.