E aggiunge le storie di Giove che sotto parvenze di Satiro ingravida di due gemelli la bella figlia di Nicteo; che diventa Anfitrione per possedere te, Alcmena di Tirinto; che fattosi oro inganna Danae, fattosi fuoco la figlia dell’Asopo, pastore Mnemosine, screziato serpente la figlia di Cerere. (Le metamorfosi, Ovidio)

I libri possono essere istruttivi. Molto istruttivi. Ci possono insegnare come coltivare l’orto in balcone, possono essere un manuale di puericultura, ci elencano i passi per un allenamento con il magico binomio minimo sforzo-massima resa e poi, beh, ci possono regalare qualche trucchetto per una vita sessuale da fuochi d’artificio e pim-pum-pam.

Ora, a dire il vero, non lo so come sia un saggio sulla conquista sessuale dell’uomo e della donna sapiens sapiens, ma ho come l’impressione che nessuno sia mai riuscito a raggiungere i livelli di creatività di un dio come Zeus. L’ho letto in qualche libro che metto in coda a questo post.

Insomma, da quello che racconta il mito (vi assicuro, la fama lo precede), sembra proprio che il divino capo degli dei avesse molti colpi in canna e tutti utilizzati con sapienza invidiabile. Certo, alcune volte si presentavano degli inconvenienti. Nonostante siano passati anni dalle sue imprese, Zeus ha molto da insegnarci, soprattutto se la monogamia non è il nostro forte e se bisogna barcamenarsi tra l’amante ritrosa (solitamente una povera mortale) e le rappresaglie di una moglie un po’ vendicativa (= compagna). Il fatto che fosse il più alto e potente tra gli immortali non gli risparmiò alcuni contrattempi in ambito sentimentale. Se a lui erano destinati travagli amorosi, fatevi dunque i vostri conti sui destini mortali e mettetevi il cuore in pace.

Pochi esempi ma chiari per farvi comprendere le prodi gesta del nostro eroe:

Zeus e Semele – Il colpo di fulmine

Zeus si innamorò di Semele scatenando la feroce gelosia di Era, che si trasformò nella nutrice della fanciulla e a lei diede nefasti consigli. Le suggerì infatti di chiedere al re dell’Olimpo di presentarsi nello stesso splendore e maestà che utilizzava con la sua divina sposa. Zeus, consapevole dei rischi, tentò di dissuadere in tutti i modi Semele, che però non si arrese e insistette, spinta dalla finta consigliera. Fu così che il più potente tra gli immortali si presentò nelle sembianze che utilizzava con Era, come dio del fulmine. La povera fanciulla non riuscì a sopravvivere a quella vista e fu annientata dalla folgore. Un vero colpo al cuore. (Ah, Semele era la mamma di Dioniso, quello che beveva un sacco di vino e faceva festini).

Morale: non chiedere mai al proprio amante di fare le stesse cose che fa con la moglie e, soprattutto, occhio ai colpi di fulmine.

 

Zeus e Callisto – Un amore a molte stelle

Callisto era la più bella. Lo diceva anche il suo nome e Zeus ne rimase subito affascinato. La ninfa, compagna prediletta di Artemide, fu trasformata in un’orsa perché Era non venisse a scoprire del loro amore. Ma la sposa divina non poteva certo essere ingannata facilmente e scoprì presto la verità. Durante una battuta di caccia fece in modo che proprio Artemide scagliasse una freccia mortale contro l’animale.

A Callisto fu dedicata una costellazione: l’Orsa.

Morale: guardare con occhi diversi gli orsi (altrimenti detti principi ranocchi).

 

Zeus e Ganimede – Le raffiche di vento

Ganimede, fanciullo di straordinaria bellezza, suscitò gli interessi di Zeus, che lo volle sull’Olimpo a fare il coppiere. A Zeus bastò scatenare una raffica di vento per conquistarlo e rapirlo.

Piace inoltre credere che fosse stato trasformato successivamente nella costellazione dell’Acquario. Accanto campeggia quella dell’Aquila, l’uccello divino di Zeus. Ci sono storie che ti fanno guardare al cielo in modo diverso.

Morale: mai mettersi a favore di vento.

 

Zeus e Alcmena – Travestimenti perfetti

Tra le prime conquiste ci fu Alcmena, la moglie di Anfitrione. Fu un gioco da ragazzi. Il marito era fuori, forse per commissioni, e Zeus si introdusse in casa sua, fingendosi appunto Anfitrione. Alcmena non era ubriaca e Zeus sapeva raccontare bellissime storie (=frottole) in grado di ingannare anche la più astuta tra le donne. Parole parole parole. Tra gli altri vantaggi aveva quello di sapersi trasformare molto bene, senza l’intervento di make up artist. Quando si dice i poteri divini.

Ad Anfitrione fu detto che Alcmena aveva bevuto troppo vino prima di accogliere Zeus sotto false sembianze nel suo talamo.

Qualche mese dopo nacque il bell’Ercole, fornito fin da subito di clava e pelle di leone, per salvaguardarsi nel caso in cui il vero Anfitrione si volesse rivalere su di lui.

Morale: ubriacarsi può essere sempre una buona scusa/soluzione. Avere una clava può tornare utile (non è istigazione alla violenza, non fatelo fare ai vostri bambini).

 

Zeus e Danae – La pioggia d’oro

Infine, una delle mie storie preferite. Danae, figlia di Acrisio, re di Argo, fu confinata dal padre in una stanza sotterranea con le porte di bronzo, perché destinata a partorire un figlio che avrebbe ucciso il proprio avo. Anche qui c’era lo zampino di un simpatico oracolo. Si narra che Zeus si fosse invaghito della fanciulla e, per niente scoraggiato dalla difficoltà di raggiungerla, si fosse trasformato in pioggia d’oro per poter percolare attraverso i pertugi e raggiungere l’oggetto del suo desiderio. Tanto per farvi capire che anche quello che non ci si aspetterebbe è vecchio come il mondo.

Consigli non richiesti: Prendetela come un’azione molto romantica coaudiuvata da poteri divini e non vi librate con la fantasia (mi dicono che possa causare problemi sociali).

Infine per completare la vostra curiosità, ecco qualche libro di approfondimento sul tema:

Le nozze di Cadmo e Armonia di Roberto Calasso

I frammenti di Pindaro

Le Metamorfosi di Ovidio