Se un tempo cinema e televisione erano due realtà lontane per logiche produttive e distributive, oggi il gap si è assottigliato considerevolmente, con il piccolo schermo che per qualità a volte supera i prodotti di Hollywood.

Mai come negli ultimi anni i due contesti si sono contaminati a vicenda, secondo una profonda relazione crossmediale. Serie come Il Trono di Spade, Breaking Bad e il recentissimo True Detective (solo per citarne alcune) sono esempi perfetti di come il concetto di serialità si sia evoluto con il tempo, grazie a cast sempre più di spessore, budget invidiabili e un livello di scrittura impeccabile. Questa settimana ci concentriamo proprio su questo ribaltamento di ruoli, figlio anche della crisi – economica e di idee – che già da un po’ sta investendo la settima arte.

 

Hollywood, impara dai serial tv!

[…] A fare da contraltare a un panorama cinematografico “depresso” sono i serial tv. Se, infatti, le major non hanno più il coraggio di investire in idee brillanti per il grande schermo, la televisione è tutta un’altra questione. […] Va riconosciuto, inoltre, che, a differenza dei film, i serial hanno avuto l’umiltà di sapersi reinventare con il passare degli anni per adattarsi a un’audience sempre più esigente. Il format di stagioni da oltre 20 puntate, ad esempio, è stato abbandonato per abbracciare un format più contenuto (con massimo 12 episodi) e di una qualità mai vista prima. (per leggere il post completo clicca qui)