Cammino sotto un sole insolitamente caldo sulla strada che mi porterà a Broadway Market, uno dei miei angoli preferiti di Londra, dove incontrerò Tom.

Inglese, alto circa 1.85 m, occhi verdi, non l’ho mai incontrato prima. Personalmente, intendo. E’ un appuntamento al buio.
E’ iniziato tutto circa 3 mesi fa. Uscita con le amiche per un drink ad Hoxton Square, tra una chiacchiera e l’altra non ci è voluto molto a toccare l’argomento principe: uomini. Tutte sui 30, discutiamo sulla difficoltà a trovare l’uomo giusto, anzi meglio, ad incontrare uomini in generale.

Parlando, parlando viene fuori  l’argomento scomodo (per me): web-dating. “Tu l’hai mai provato?”,  mi chiedono. Provando la stessa sensazione di quando, adolescente, parlavo di sesso con le mie amiche, restia a discutere di qualcosa che ancora non conoscevo personalmente, mi sono affrettata a rispondere: “Chi io? No, ma che sei matta, io non son tagliata per queste cose.. Io?  No way…”

Nell’affermare con tanta decisione un’ottica vagamente provinciale (vagamente?), che probabilmente avrei contrastato se non fossi stata io, sotto i fuochi delle domande delle mie amiche, mi sono sentita un po’ ridicola. E vai che parte la discussione su pro, contro, conseguenze e rischi di incontrare un perfetto sconosciuto sul web e magari poi per un drink. Discussione brevemente riassunta così:

PRO

– Conoscere gente nuova;
– Avere la possibilità di parlare tramite chat/email prima di decidere per un eventuale incontro;
– Svelare all’interlocutore/trice solo quello che vuoi, puoi chiamarti come vuoi, raccontare ciò che ritieni sia meglio;
– Puoi scegliere il profilo che più ti si addice: un po’ come sfogliare un catalogo con foto e caratteristiche. Se per esempio hai sempre desiderato il principe biondo dagli occhi azzurri, piuttosto che l’intellettuale di Harvard o il cantante Metal,  puoi scegliere di chattare solo con questa tipologia;
– Una volta giunti all’appuntamento ed avvistato il vostro sconosciuto/a, se non vi garba proprio, potrete sempre sparire prima di essere visti;

CONTRO

– Ricevere messaggi più o meno osceni (consiglio: in questi casi basterà ignorare il messaggio e NON rispondere, ovviamente se non siete interessati);
– La vostra casella mail sarà sul punto di scoppiare, costringendovi ad una continua pulizia;
– Può succedere di trovare profili falsi e così, magari, il laureato di Cambridge con pettorali da paura potrebbe rivelarsi l’idraulico col doppio mento della porta accanto (per evitare cattive sorprese, cercate di fare più domande possibili tramite chat, i fake in genere cadono all’ennesima domanda o spariscono);
– Tra le belle fotine in home page potrebbe capitarvi di trovare anche quella del vostro ex… ehm.. sì… succede anche questo…
– Una volta giunti all’appuntamento, potreste essere avvistati dal vostro sconosciuto/a, che magari potrebbe decidere di sparire prima che voi lo/a vediate;

CONSEGUENZE

– Se vi dice bene, siete fregate a vita;
– Se vi dice male, (male?), la vostra agenda sarà piena di dates: lunedì Tizio, martedì Caio, ecc.. (attenti a non confondere i profili! Prima di ogni appuntamento, rileggete bene tutte le informazioni riguardanti la persona che state per incontrare);

RISCHI

Innamorarsi;
– Beccare il tipo che si innamora perdutamente di voi e non ricambiarlo (consiglio: cercate di non dare il vostro numero di telefono se non strettamente necessario);

Insomma, dopo questa analisi della situazione, io che, bloccata da vecchi e stantii stereotipi nonostante le serate trascorse a pane e Sex and the City e discorsi tra amiche, non avrei mai pensato di andare ad un appuntamento al buio, non avevo più scuse. La settimana dopo ero seduta al tavolo di un coffee shop della City con Ilaria al mio fianco in veste di consulente. Sì, mi avevano convinto a fare un esperimento.

 

 

Perché poi, parlando, parlando, era venuto fuori che la mia amica Teresa, quella che il prossimo anno sposerà il suo Paul, l’ha conosciuto proprio così, seduta al suo pc. Ed Ilaria ha appena comprato casa con il suo Joe, conosciuto anche lui come? Online! E poi Alex, (sposata da 3 anni e in attesa del primo figlio), Sarah, (la più inaccontentabile tra le mie amiche) e Dan che, dopo una cinese, una francese, un’americana, ha trovato la sua Kate, inglese come lui, con cui sembra aver trovato la felicità. Per non parlare delle evidenze scientifiche portatemi all’attenzione da un’altra amica..

Secondo una recente ricerca dell’Università di Chicago e Harvard, la percentuale di divorzi è più alta tra coppie che si sono conosciute offline, mentre chi si è incontrato tramite siti di incontri online si dichiara felice e soddisfatto della propria vita matrimoniale.

Per la serie, se hai dei pregiudizi sul web-dating probabilmente non fai parte di questo secolo.
In fondo una volta ci si innamorava anche via lettera, no?

 

 

Anche Alberto Sordi lo raccontava..

 

 

La verità è che ero davvero rimasta a secco di scuse.

Un nuovo mondo aperto ai miei occhi. Scopro che esistono siti per ogni gusto. Vuoi una storia a lungo termine? Cerchi una botta e via? Sei gay/trans/non sai?

Scelgo un sito legato ad un quotidiano di un certo spessore, dico, almeno magari becco qualcuno che legge il giornale (o se non altro sa leggere).

Ed ecco a crearmi il mio profilo.
Nome: Cinzia (non si sa mai dico io, dovessero googlare il mio nome e trovarmi su uno di questi siti)
Età, ok, ma data di nascita falsa. Scelgo una foto mai postata online dove, a dirla tutta, ho un sorriso un po’ scemo. E via a riempire i campi del form.
Altezza, corporatura, colore occhi, ok.
Interessi, professione, ambizioni, ok.
Cosa cerchi in un uomo. Io neanche lo cercavo un uomo, penso. Ok, cerco di sforzarmi ed usare un po’ di fantasia, mentre piano piano, il mio alter ego prende forma.
Due ore dopo, Ilaria al mio fianco, il mio profilo nuovo di zecca era pronto.
Right… E’ ora di andare online.
Ammetto che, i primi giorni, ogni volta che ricevevo qualche messaggio, li controllavo con fare sospetto, neanche ci fosse qualcuno a spiarmi. Messaggi di tutti i tipi: da poco più che adolescenti alla ricerca di un’esperienza con una donna “matura” (che poi dico io, matura a me… mah!), 50-qualcosa desiderosi di mettere su famiglia, fino a gente assurda,  i cui messaggi  hanno scatenato grandi risate da parte mia (i miei coinquilini ancora si chiedono cosa mi facesse ridere così di cuore dietro la porta chiusa della mia stanza). E poi.. e poi sì, persone normali. Come me e come te (forse) che stai leggendo. Trenta-something che, incastrati nei ritmi di lavoro di una Londra che non riposa mai, non hanno tempo di avere una vita sociale pseudo-normale. Insomma, a volte è più semplice incontrarsi nella pausa caffè mentre surfi il web piuttosto che attaccare bottone nell’ascensore o in un pub. E così, dopo 3 mesi di messaggi a cui non ho mai risposto, dopo una telefonata di una mia amica che pensava già avrebbe ascoltato succulente storie di dates mai avvenuti, ho deciso di rispondere ad uno dei messaggi.
Ed ecco che mi ritrovo a camminare per Broadway Market con le gambe che mi tremano come al primo appuntamento di tanti anni fa (meglio non fare il calcolo di quanti effettivamente siano). Con il cuore che batte come un tamburo, avanzo sulle gambe molli scrutando i visi degli sconosciuti intorno a me, cercando di indovinare i lineamenti di una foto scorta sul web. Ed ecco che, nel mio “scannerizzare” i volti che incontro, incrocio uno sguardo vagamente familiare.

Sorride. E’ lui. Ricambio timidamente il sorriso..
Hi, how are you?  I’m Tom..nice to meet you…”