Il Burgenland è la Toscana dei viennesi. È campagna, è collina, in più è lago (che in tedesco si dice see come il mare).

Il tutto a mezz’ora dalla capitale. Ricco di storia e di cultura, è la trendissima destinazione per i weekend fuori porta (non è un caso che sia di gran moda come scelta per la seconda casa). 300 giorni di sole all’anno con primavere splendide e autunni lunghi e soleggiati, un terzo del territorio protetto sotto forma di aree naturali, un panorama eno-gastronomico inaspettato e un costo della vita fra i più bassi d’Austria, ne fanno una destinazione tutta da scoprire.

Qui finiscono le Alpi e cominciano i Carpazi, ma non è la montagna a fare da protagonista del paesaggio. E’ il lago Neusiedler che domina la scena. Il mare dei viennesi è in gran parte protetto dal Parco Nazionale Neusiedler See-Seewinkel, nato nel 1993 e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 2001, in autunno è un vero paradiso per i bird-watchers che qui possono avvistare fino a 300 specie di uccelli.

Il Burgenland è conosciuto per la gastronomia e per suoi vini rossi, ma non finisce lì. Ci sono anche bianchi di ottimo livello e vini dolci che erano famosi già nel 1600. Insomma, questa è la stagione giusta per partire alla scoperta di una regione che per noi italiani è piena di belle sorprese. Partendo dal nord, a Neusiedl, ecco un appuntamento gastronomico imperdibile: al ristorante Nyikospark, considerato tra i migliori del paese. Qui opera lo chef Sascha Huber: grande rispetto per gli ingredienti della cucina regionale e una notevole capacità tecnica, per una cucina di livello davvero elevato.

Per gli appassionati di enologia la deviazione per il villaggio di Illmitz è come andare alla Mecca: la leggendaria cantina Kracker sta al Burgenland come Château ’Yquem sta a Sauternes. Si tratta di alcuni fra i vini botritizzati più famosi del mondo. Proseguendo verso sud, si arriva nel villaggio Schützen am Gebirge, dove si trova la più importante realtà gastronomica del Burgenland: il ristorante Taubenkobel, uno dei migliori d’Austria, dove Walter e Eveline Eselbock propongono una cucina raffinatissima, innovativa, talvolta addirittura fantascientifica, senza mai separarsi dalla tradizione e dal territorio. Concetto tanto difficile da realizzare quanto da descrivere: il Taubenkobel va provato.

Poco più in giù ecco Rust, dove nasce il celebre Ruster Ausbruch, vino noto fin dal XVI secolo. Nel 1681 furono inviati all’imperatore Leopoldo I 60 mila denari d’oro e 500 secchi (30.000 litri) di Ruster Ausbruch. In segno di apprezzamento, l’imperatore elevò Rust al rango di città libera. Per dirla in parole semplici: in un tempo in cui i poveri andavano in guerra solo come carne da cannone, il contadino di Rust era esentato dal servizio militare a patto che facesse un buon vino………..

Due le cantine da non perdere. Feiler Artinger, con il loro Solitaire, e Ernst Triebaumer: il suo Ried Mariental è da considerarsi la massima espressione del Blaufränkisch (vitigno autoctono principale della regione). Entrambe producono inoltre il Ruster Ausbruch, quel vino dolce che piaceva a re e imperatori.

Eisenstadt è il capoluogo meno popoloso d’Austria con meno di 15 mila abitanti. Il centro storico è dominato dalla mole del Castello Esterházy: considerato uno dei castelli barocchi più belli dell’Austria, è sede di mostre ed esposizioni e nelle vecchie cantine ospita un interessante museo del vino. Il grande compositore Joseph Haydn lavorò 40 anni alla corte degli Esterházy e a lui si deve la sala dei concerti nel castello, considerata tra le migliori al mondo. Lasciata Eisenstadt, lungo la statale 31 in direzione sud, si entra nel Burgenland centrale. Qui il territorio è più selvaggio, meno antropizzato, ricco di foreste. Il paesaggio è dominato dalla fortezza di Forchtenstein di proprietà, guarda caso, della famiglia Esterhàzy. Molto bello da visitare, sì, ma per carità…..schivate la visita guidata. Vi trovereste a passare alcune ore davanti alle facce austere di tutti i personaggi ungheresi dalla notte dei tempi a oggi, con una guida che ostinatamente vi spiega ogni dettaglio sulle loro parentele e morti. A Deutschkreutz, nel podere del castello omonimo, è nata una cantina dall’architettura inconsueta, Schaflerhof Weingut di Hans Igler. Profeta del Blaufränkisch, Igler produce vini dal carattere forte, figli del territorio e destinati a invecchiare molti anni prima di manifestare la loro struttura elegante. Si entra nel Burgenland meridionale percorrendo un sistema di crinali di notevole bellezza che digradano verso la steppa pannonica subito di là del confine. E’ la regione di Eisenberg, la più piccola area vinicola con i suoi 507 ettari (rispetto ai circa 14.000 ettari del Burgenland). Da provare il ristorante “Wachter-Wieslers Ratschen“. L’ambiente luminoso e moderno del ristorante, l’impiego di una vasta gamma di prodotti naturali regionali e lo stile dello chef, che evoca i sapori della Pannonia con un tocco moderno, fanno di questo indirizzo una star della scena gastronomica del Burgenland e l’ottima cantina Wachter-Wiesler.

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