Viaggiare, leggere, divertirsi, conoscere: se si vogliono fare queste quattro cose insieme, magari incastonati nel divano, la soluzione è una sola. Quale? Bill Bryson!
Se Bill Bryson fosse un elenco di parole, quelle qui di seguito sarebbero sicuramente parte dell’elenco: giornalista, scrittore, viaggi, ironia, aneddoti, libri, Europa, animali velenosi, racconti, montagna, Stati Uniti, Australia, Superman, avventura, risate.

Bryson, infatti, scrive e viaggia, senza mai prendersi troppo sul serio in nessuna delle due attività. Attenzione, questo non vuol dire che fa tutto alla carlona, ma solo che è dotato di una grandissima autoironia che rende i suoi libri di viaggio ancora più belli e ancora più godibili.
Leggendo Bryson ci si ritrova catapultati nel suo mondo di avventure rocambolesche, si impara qualcosa di nuovo su posti sconosciuti (ma anche su posti conosciuti), si ride sotto i baffi, ci si stupisce, ci si immerge nella cultura di altri paesi.

Il primo libro che è ho letto è stato America perduta (Feltrinelli, 304 pagine, 8.50 euro), in cui Bryson racconta del suo viaggio attraverso gli Stati Uniti su una vecchia Chevrolet. Mi ricordo benissimo che mi capitava di scoppiare a ridere da sola in treno, sotto gli sguardi basiti degli altri pendolari.
Dopo America Perduta sono arrivati tutti gli altri libri, una sorta di giro del mondo senza muoversi da casa:

In un paese bruciato dal sole (TEA, 378 pagine, 10 euro), uno spassoso viaggio attraverso l’Australia;
Una passeggiata nei boschi (TEA, 305 pagine, 9 euro), in cui Bryson e l’amico Stephen affrontano il mitico Appalachian Trail;
Notizie da un’isoletta (TEA, 305 pagine, 9 euro), su vizi e virtù della Gran Bretagna;
– Una città o l’altra (TEA, 346 pagine, 9 euro), in cui Bryson gira per l’Europa con uno zaino sulle spalle, tra insidie e buonumore;
Diario africano (Guanda, 88 pagine), che a onor del vero non ho ancora letto, ma che raccoglie le impressioni di Bryson su un viaggio in Kenya intrapreso a seguito di un invito da parte di un’organizzazione umanitaria.

Va detto per completezza che Bryson non scrive solo di viaggi, ma di questo parleremo un’altra volta.
Intanto, buona lettura!

In copertina, In a sunburned country di Bill Bryson.