Premessa, io amo i Biffy Clyro, sono senza dubbio una delle mie band preferite, ho avuto periodi in cui non ascoltavo altro che i dischi di questo trio scozzese.

La band sta vivendo in pieno il proprio momento di massima popolarità, il che significa che  in UK riempiono gli stadi e occupano le prime posizioni delle charts. Anche in Italia, con le dovute proporzioni, stanno ricevendo molta più attenzione.

Ho vissuto in prima persona il loro passaggio da fenomeno da passaparola a band che si trova fiumi di gente sotto al palco.

Per farvi capire, nell’inverno del 2009 li ho visti per la prima volta dal vivo insieme ad altre 200 persone al Tunnel di Milano per la presentazione del loro album della svolta Only Revolutions. L’estate successiva suonavano su un palco minore all’interno di un festival belga, nel 2011 li ho visti due volte a Londra a distanza di una settimana. La prima erano di spalla ai Foo Fighters al mega concerto evento a Milton Keys (80/90.000 persone), la seconda erano headliner del Sonisphere Festival, esibizione da dvd con tanto di fuochi artificiali! Obiettivo popolarità raggiunto.

A distanza di poco più di 3 anni da Only Revolutions i Biffy si ripresentano sul mercato discografico con un nuovo album, Opposites, che in realtà sono due. L’opera è composta da due dischi, come fossero due anime della band, il primo The Sand At The Core Of Our Bones e il secondo The Land At The End Of Our Toes.

Inutile dire che il giorno stesso della release il vinile girava già nel mio giradischi, l’ho ascoltato religiosamente, sperando di trovarmi di fronte a un nuovo capolavoro.

Purtroppo a distanza di decine di ascolti mi trovo a dover dare un giudizio mediocre a queste 20 canzoni, diciamo che un album solo sarebbe bastato, alla lunga mi sono ritrovato ad annoiarmi un po’.

Diciamolo, ci sono dei grandissimi pezzi, l’opener Different People è una lunga cavalcata che parte orchestrale e lenta ed esplode in un classico ritmo nervoso che ha contraddistinto i migliori album del loro passato. Victory Over The Sun è un altro esempio di quella che è l’originalità che i fan di vecchia data cercano dai Biffy, inizio epico e chitarrina pulita arpeggiata che improvvisamente diventa addirittura una sorta di funk isterico! Quello che si nota subito è la presenza di tante, forse troppe, canzoni radio friendly e ballatone da accendino (scusate, da smartphone).

Black Chandelier, Opposite, il nuovo singolo Biblical, sono solo alcuni degli esempi più eclatanti di quelle che sembrano composizioni immaginate proprio per far cantare intere platee. Bei pezzi, nulla da dire, ma alla lunga stufano. Per ritrovare una certa originalità hanno condito un paio di pezzi di cornamuse (Stingin’ Belle) e trombe mariachi (Spanish Radio) con risultati a mio parere altalenanti.

Probabilmente il pezzo che soddisferà maggiormente i palati fini di chi già conosceva bene i Biffy è Sound Like Ballons, ha tutto, chitarre nervose, un gran bel ritornello ma non troppo ruffiano, la grinta che ci si aspetta dal suono della chitarra del frontman Simon Neil e un groove quasi matematico della sezione ritmica dei fratelli Johnston.

Nei 20 pezzi ritroviamo comunque un filo conduttore segnato da una certa epicità data dall’alternarsi di suoni puliti lasciati sospesi a chitarre aggressive che possono ricordare il sound dei Foo Fighters.

Il disco, anzi, i dischi sono belli, solo non sorprendono, chi conoscerà il gruppo con questo album probabilmente si innamorerà di loro, chi, come me li aspettava con qualcosa di grandioso trova quest’opera un poco presuntuosa.

Li aspetto dal vivo, anche se l’Italia ancora non è stata inclusa nelle date del loro tour estivo.

Comunque io i Biffy Clyro li adoro, e questo 2013 deve ancora darmi un disco che mi faccia innamorare, quindi, in questa speciale classifica personale sono ancora al numero 1.

Un discorso a parte lo merita l’artwork dell’album, ad opera dello studio StormStudios di Storm Thorgerson, noto per la realizzazione di quasi tutte le copertine dei Pink Floyd. Le immagini, come la musica dei Biffy Clyro, sono cariche di questa impronta epica, un albero spoglio piegato e solitario nel deserto con ossa trasparenti appese ai rami.

Artwork su Instagram  VFP84blsQY

Potete ascoltre Opposites su Spotify

L’album è disponibile su iTunes.