La primavera 2013 è segnata dal ritorno di Avril Lavigne sulla scena musicale internazionale: ritorno molto atteso dai numerosissimi supporter della rocker canadese, ma anche assai criticato da ex fan e appassionati di musica pop/rock in generale.

Dopo una serie di flop discografici che hanno fatto quasi dimenticare gli anni d’oro di “Let Go” (2002) e “Under My Skin” (2004), dopo aver tentato di rinnovare almeno in parte la propria musica e il proprio personaggio senza ottenere grande successo e dopo essersi lasciata alle spalle non solo un matrimonio con Deryck Whibley dei Sum 41, seguito da un divorzio, ma anche due storie d’amore (una ormai naufragata con il modello e personaggio televisivo Brody Jenner e una ancora “on” con il frontman dei Nickelback Chad Kroeger), Avril ha preso la sua decisione: al diavolo le cose “da grandi”… meglio continuare a vestire i panni dell’eterna Peter Pan in gonnella!

Il nuovo singolo “Here’s To Never Growing Up” in effetti è un vero e proprio inno al rifiuto di crescere, alla ribellione, al divertimento e alla spensieratezza. Sarà che il giro di boa dei 30 anni inizia a intravvedersi all’orizzonte (la cantante è nata nel 1984), sarà che la nostalgia dei tempi da “complicated sk8er girl” sono ormai lontani, sta di fatto che la Lavigne ha deciso di mettere le carte in tavola e di far capire a chi la critica per il suo atteggiamento da teenager che l’andazzo sarà ancora questo – musicalmente parlando e non solo – per un periodo di tempo apparentemente illimitato. Questo messaggio è inequivocabile anche nel video ufficiale di “Here’s To Never Growing Up”, per il quale Av è tornata di buon grado alla high school per sentirsi ancora una volta la principessina pop/rock del prom e per scorrazzare in skateboard tra armadietti, corridoi e aule (sfoggiando, tra l’altro, lo stesso look di 10 anni fa che i suoi fan storici ben ricordano). Anche nel testo della canzone troviamo dichiarazioni esplicite come “We can stay forever young”, “We’ll be running down the street, yelling ‘Kiss my ass!’, I’m like ‘Yeah, whatever, we’re still living like that!’”,  “This is who we are, I don’t think we’ll ever change”, “They say ‘Just grow up!’ but they don’t know us, we don’t give a fuck and we’re never gonna change”.

Questo ritorno alle origini è facilmente rintracciabile anche nel sound del pezzo, che nelle strofe ricorda in modo impressionante la hit “Complicated” e, se devo proprio dirla tutta, ho voluto fare un piccolo esperimento e ho cantato “Complicated” sopra a “Here’s To Never Growing Up”. Il risultato? Il primo brano aderisce perfettamente al secondo… sono la stessa canzone in pratica. Alla luce di ciò non mi stupisce l’affermazione di Avril, che in diverse interviste ha detto a proposito del suo nuovo singolo: “È stato come tornare a casa”.  Per quanto riguarda i ritornelli invece, ritrovo le tracce del sound che i Nickelback sono soliti sfruttare per i loro pezzi meno rock e più pop, e di fatto la mia sensazione non è così infondata se pensate che lo stesso Chad Kroeger ha firmato “Here’s To Never Growing Up” – insieme a Martin Johnson e Jacob Kasher – e ha collaborato in prima persona alle fasi di ideazione e registrazione del nuovo album della sua futura moglie (ebbene sì, i due stanno per sposarsi). Ma ciò che stride più di tutto è l’improbabile collaborazione con Marilyn Manson, che ha dato il proprio contributo artistico per il brano “Bad Girl”. Relativamente alle altre tracce del disco invece si conoscono ben pochi dettagli, ma la cantante canadese ha rivelato che “questo album è molto vario, ci sono pezzi pop/rock ma anche delle ballate con piano e orchestra. […] Ma ho anche un brano che si chiama ‘Hello Kitty’ che non assomiglia a nessuna delle cose che ho fatto finora”.

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Il mio giudizio a proposito di “Here’s To Never Growing Up” è che il pezzo è sicuramente orecchiabile e radiofonico, ma privo di originalità, già sentito. Avril non si è presa il rischio di sperimentare, anzi, si è proprio adagiata sugli allori rivisitando “Complicated” in chiave moderna e spacciandola per un brano nuovo di zecca. Una mossa un po’ infelice a mio parere, soprattutto perché, per quanto lei stessa non voglia accettarlo, gli anni col 2 davanti stanno per diventare un ricordo e forse è il caso di mettersi il cuore in pace. C’è anche da dire che il ruolo da Peter Pan in gonnella può essere il frutto di una strategia discografica ben precisa, ideata per cercare di riportare la star canadese in testa alle classifiche di vendita, ma resta comunque una scelta discutibile a mio parere. Lo stesso discorso vale per il fatto che di base un artista ha un suo stile e difficilmente lo abbandonerà nel corso del tempo, specialmente se si tratta di uno stile che si è dimostrato vincente, ma anche in questo caso non giustifico al 100% la direzione artistica intrapresa da Avril a 28 anni suonati.

Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione a proposito di “Here’s To Never Growing Up” e in generale del ritorno di Avril Lavigne, perciò se avete voglia di scrivermi i vostri commenti li leggerò con molto piacere e interesse.

Non mi resta che mostrarvi il video ufficiale di “Here’s To Never Growing Up”, girato a Los Angeles e diretto da Robert Hales. Buona visione!