Scommetto che pochi di voi sanno che il fregio della stazione Termini di Roma, così come il controsoffitto della Sala della Vittoria alla Farnesina, sono opera di Amerigo Tot, il più famoso scultore ungherese moderno.

Ma forse fra di voi c’è qualche esperto di cinema, che a questo punto potrebbe ricordare che fu proprio Tot a impersonare la parte della guardia del corpo di Michael ne “Il Padrino – Parte II”!

In quella che fu la sua casa-atelier, nei pressi del castello di Buda, dal 1982 ha sede la Galleria Koller (kollergalleria.hu; Táncsics Mihály u. 5) del mio amico ungherese Daniel Koller (per la verità, definire Daniel ungherese è riduttivo, dato che per metà è tedesco e parla alla perfezione almeno 4 lingue, fra cui l’italiano).

Koller giardino

Il motivo è presto spiegato: il nonno di Daniel, primo mercante d’arte ungherese, fondò la Galleria Koller nel 1953, nonostante i limiti imposti dal regime comunista, e alla morte dell’amico Tot, che non aveva discendenti diretti, ne ereditò lo spazio.

La bellissima mansarda, che dà sul Danubio e sul Parlamento, ospita l’esibizione permanente dell’artista fatta di alcune sue opere, ma anche di oggetti che ne ripercorrono la vita artistica e privata. Fra questi spiccano una foto con Papa Paolo VI, e la lettera con la quale il pontefice ringrazia l’amico Tot per il martello e la cazzuola che vennero usati per il rito di apertura e chiusura della Porta Santa nella Basilica Vaticana.

Koller esposizione

Se siete appassionati d’arte, la Galleria Koller è il posto che fa per voi. Quello che vedrete – sculture, dipinti, incisioni, litografie, disegni – sono pezzi unici o limited edition del meglio dell’arte moderna e contemporanea ungherese. Se potessi, io investirei su “The Thought”, dello scultore Peter Parkanyi, o su qualche quadro di Istvan Orosz. Pensandoci bene mi accontenterei volentieri anche di una qualunque delle stampe in vendita, che nella casa che ho in mente quando sarò di ritorno in Italia starebbero benissimo…