La “Summer of Races” è cominciata. Fra spettacoli e polemiche, record e incidenti, lo spettacolo della vela estrema è ormai in onda. Da qui a settembre San Francisco è il palcoscenico della 34esima America’s Cup. Un palcoscenico unico, affascinante e trasgressivo. Per i più golosi fra coloro che arriveranno (se non sono già qui) per seguire la lunga sfida sull’acqua, ecco una serie d’indirizzi provati personalmente e destinati a cambiare la percezione di quello che possono essere le buone tavole anche qui negli Usa. I criteri che ho seguito nella ricerca vogliono coniugare il buon cibo con location Cup oriented, ovvero legate, in un modo o nell’altro, all’AC 2013: una ricerca non sempre scontata, e le sorprese non sono mancate. In primis ho dovuto rimangiarmi la mia fissa di schivare ad ogni costo i ristoranti italiani all’estero. Qui a San Francisco ne ho provati un paio che mi hanno lasciato senza parole.

A partire dall’A16, il classico dive dei velisti di America’s Cup quando non sono in acqua. A due passi dal Marina Green e dalla sede del Golden Gate Yacht Club (esatto, il detentore attuale della coppa), al 2355 di Chestnut Street, è uno degli indirizzi più trendy in città. Ideale per l’happy hour, ma perfetto per una cena di livello davvero sorprendente: ha due forni a legna e un pizza master napoletano verace. Le pizze poi sono assolutamente al di sopra di ogni aspettativa (provate quella bianca… un po’ piccante ma formidabile). Il giovane chef Christopher Thompson, californiano doc, è un fenomeno: seriamente innamorato dell’Italia viene nel nostro Paese ogni volta che ne ha l’occasione e impara tutto quello che può sulla cucina. Salami, coppe, pancette, lardo e soppressata, fa tutto lui. Si fa arrivare dei maiali allevati apposta in regime biologico e prepara affettati di un livello che, francamente, non è facile trovare neppure da noi. Per quanto riguarda il pesce seleziona personalmente piccoli fornitori di qualità: ho provato una zuppa di cozze (canadesi) da capogiro. Insomma un appuntamento imperdibile.

Un altro ristorante di cucina italiana, questa volta assai conosciuto, una vera e propria istituzione al Fisherman’s Wharf, è Alioto’s. Al di là della fama, in questo ristorante si mangia davvero bene il pesce in generale, all’italiana o meno. Nelle mani della stessa famiglia dal 1925, offre una vista sulla baia e sul Golden Gate davvero magica, specialmente al tramonto. Per chiudere questa inconsueta rassegna di ristoranti italiani, ecco il Fior d’Italia, in Mason Street a due passi dal Fisherman’s Wharf e dal Pier 39. Si tratta del più antico ristorante italiano degli Stati Uniti e, anche se con l’America’s Cup c’entra meno che nulla, merita una sosta sia per l’ottima cucina quanto per incontrare il simpaticissimo chef Gianni Audieri. Nello stesso edificio si trova l’hotel San Remo, uno degli indirizzi più smart in città. A proposito di Pier 39, la seconda attrazione turistica più visitata della California dopo Disneyland, pranzate da Neptune’s Waterfront Grill: le sue grandi vetrate sono infatti quelle più vicine in assoluto al tracciato di gara. Proprio di fronte ad Alcatraz, vale la pena di prenotare un tavolo nella sezione Bay View o Alcatraz e gustare il piatto della casa: un titanico fish & chips preparato con filetti di salmone fresco.

Volendo vedere le regate, e la città più in generale, dall’alto, potreste prendere uno dei tradizionali cable car al capolinea della linea Powell-Hyde. Questa è la linea che regala i migliori scorci: la classica veduta del tram con Alcatraz che fa da quinta e l’affaccio sulla tortuosa Lombard Street. Arrivati all’incrocio con la California, la si può risalire a piedi fino a Knob Hill in modo di raggiungere il Mark Hopkins Hotel all’ora di pranzo. Il ristorante Top of the Mark occupa il 19esimo piano e domina l’intera città e buona parte del tratto di baia interessato dalle regate. Non si tratta di un posto in prima fila ma la vista è portentosa. Sandwich e vini californiani al bicchiere a prezzi tutto sommato ragionevoli (e non l’avrei mai detto, visto il posto).

Sotto il Bay Bridge passano alcuni dei catamarani per raggiungere il campo di gara dai cantieri e il ponte in sè è bellissimo grazie a uno spettacolo di luci costato 8 milioni di dollari che accende 25 mila led bianchi, collegati da 30 km di cavi e controllati via computer. I tavoli giusti per godersi questa vista sono quelli a ridosso delle finestre del ristorante Chaya, a pochi passi dal Ferry Building. Cucina fusion, ottimo pesce, sushi bar, atmosfera raffinata e un piccolo dehors per le serate più calde. Da non perdere il superlativo “Seared Kobe Beef Roll”.

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Se siete stufi di mangiare al ristorante e volete farvi un panino gourmet da consumare sulle gradinate mentre seguite le gare, andate al Ferry Building. Costruito nel 1898 e ristrutturato più volte, oggi ospita il mercato gastronomico più evoluto della città: qui è possibile trovare di tutto, dal buon pane ai migliori formaggi francesi e italiani, dalla carne ai fiori, dalle pescherie ai negozi specializzati in funghi provenienti da ogni angolo del mondo. È il paradiso dei golosi e basta dare un’occhiata alla folla cross-social che si muove fra questi banchi: la nuova San Francisco è qui.

Foto di Marco Santini