Siete stanchi di condurre un’esistenza all’insegna dello stress e del delirio psicofisico? Siete ormai insofferenti al vostro ufficio e più in generale alla vita cittadina? Volete dire addio ai paesaggi urbani per fiondarvi al mare e restarci a tempo indeterminato?

La soluzione a tutto questo è una lunga vacanza, possibilmente su un’isola tropicale sperduta in mezzo all’oceano, o in alternativa un trasferimento definitivo dall’altra parte del globo terrestre senza lasciare tracce né dare informazioni a parenti e amici a proposito della vostra destinazione finale. Certo, queste sono solo fantasie difficilmente realizzabili al 99,9% dei casi, dunque dovendo essere obbligatoriamente più realisti e avendo la necessità di trovare un salvagente da utilizzare nei momenti di panico, ecco che entra in scena la musica, e nello specifico uno stile musicale particolarmente evocativo in fatto di mood da spiaggia, atmosfere rilassate e rilassanti, positività e amore per la vita in tutte le sue forme e sfumature: la musica da surf.

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Premessa: non serve essere appassionati di surf o addirittura surfisti per apprezzare la cosiddetta musica da surf, visto e considerato che artisti come i Beach Boys sono amati da tantissime persone, non necessariamente legate al mondo della tavola da onda. Le canzoni surf-oriented sono amiche di qualsiasi tipologia di ascoltatore, in particolare di coloro che amano sound festosi, travolgenti, estivi e all’insegna delle vibrazioni positive.

Giusto per contestualizzare meglio l’argomento di cui stiamo parlando e per darvi una definizione meno astratta della precedente, la surf music è uno stile musicale (inizialmente solo strumentale) derivato da sonorità rock’n’roll e blues e che vede la luce in concomitanza con la country music. La declinazione forse più conosciuta è quella del surf rock, la cui origine è da collocarsi agli inizi degli anni ’60 in America e più precisamente sulle spiagge della California meridionale (Huntington Beach e Balboa), patria della cultura surfista.

La prima ondata di surf rock arriva dalla musica di Dick Dale (se volete farvi un’idea più chiara potete ascoltarvi la sua indimenticabile “Let’s Go Trippin”), che ha poi ispirato altre band come The Chantays e Surfaris. Ovviamente all’appello non possono mancare Jan & Dean, Ronny & the Daytonas, Fireballs, Astronauts, Pyramids Penetration e i già citati Beach Boys (se non conoscete le loro “Surfin’ USA” e “Surfin’ Safari” fatevi un esame di coscienza!).

Gli anni ’70 vedono il tramonto di questo stile musicale, che però negli anni ’90 riconquista la popolarità grazie ad un’improvvisa voglia di revival iniziata verso la fine degli anni ’90. Tra i più grandi esponenti del surf revival vanno ricordati Man or Astro-man?, Shadowy Men on a Shadowy Planet, Laika & The Cosmonauts, e The Mermen.

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Per quanto riguarda i giorni nostri possiamo dire che la surf music è stata reinventata e resa meno rock e più acustica da artisti come Jack Johnson, Jason Mraz e Ben Harper, che puntano tutto sulla soul music intesa come “musica per l’anima”, caratterizzata da sound essenziali a base di ukulele, chitarra acustica e voce e da testi incentrati principalmente sul rapporto tra uomo e natura, sulla grandezza delle piccole cose quotidiane, sull’importanza dei rapporti umani, della libertà, del viaggiare e del restare in contatto con la propria interiorità senza lasciarsi corrompere e depistare dalla tecnologia, dai dettami della società, dalla superficialità delle nostre esistenze in questo  nuovo millennio. Un po’ più fedeli alla musica da surf vera e propria sono invece Surfer Blood (ascoltatevi l’album “Astro Coast” del 2010) e Best Coast (duo californiano formato da Bethany Cosentino e Bobb Bruno) e Wavves (band con elementi punk, lo-fi, noise pop, surf e rock apparsa sulle scene musicali nel 2008).

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Tornando per un attimo al discorso sulle origini della surf music, ecco una piccola curiosità: pur trattandosi di uno stile piuttosto povero dal punto di vista strumentale (chitarra e batteria) e che fa ampio uso del falsetto per quanto riguarda la vocalità, rappresenta una netta evoluzione rispetto agli stili doo-woop e bluegrass nonché una reazione contro i “divi da spiaggia” che negli anni ’60-’70 inflazionavano Hollywood e le radio. In sostanza la surf music in tutta la sua genuinità si schiera contro le canzoni romantiche e sdolcinate di artisti come Elvis Presley.
Ho un’altra chicca per voi destinata in particolare ai musicisti, specialmente i chitarristi: se volete darvi alla surf music e volete farlo nel modo più autentico e tradizionale possibile, dovrete suonare con una chitarra Stratocaster in una unità riverbero Fender (marchio strettamente legato al genere surf) su un amplificatore Fender Showman che monta una cassa con coni JBL D130.

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Il nostro viaggio nel mondo della surf music termina qui, anche se ci sarebbero ancora tantissime cose da dire. Voglio chiudere in bellezza questo approfondimento con la mia personalissima “Surf Music” playlist su Spotify, che contiene un numero spropositato di brani da surf ma non solo (alcuni non appartengono al genere della surf music ma sono comunque pezzi “da spiaggia”). Sebbene io sia consapevole del fatto che la realtà della surf music oggi sia molto limitata e poco diffusa, spero che apprezzerete comunque ciò che state per ascoltare e spero anche di avere acceso la scintilla del vostro interesse nei confronti del mondo del surf in generale. Ultimissima cosa prima di congedarvi: si parlerà ancora di surf su “A tutta Musica!”, dato che è in arrivo un post relativo al mondo del surf italiano ed estero (andrò un po’ off topic rispetto alla musica, ma lo faccio per una buona causa e – spero – per il vostro gradimento). Stay tuned!