Lavorare. In inglese, to work. Uno dei verbi più odiati in tutto il mondo probabilmente: ricordo di ore intere seduti ad una scrivania, magari di fronte ad un computer aspettando la pausa pranzo per sgranchirsi un po’ le ossa, fumare una sigaretta, fare una chiacchiera, già aspettando il momento in cui si uscirà dall’ufficio lasciandosi un’altra giornata alle spalle, con un grande sospiro di sollievo…

Poi sei a Londra e scopri che per consegnare quella relazione entro le 7 di sera o organizzare quel meeting con i partner che vengono dall’estero, non hai bisogno delle 4 mura del tuo ufficio ma puoi farlo… al bar! Annoiati dalla routine del vostro ufficio? Cambiate per un C-office!

Già, sembra impossibile, eppure sempre più larghe sono le fila di chi, per lavorare, sceglie un coffee shop affollato e rumoroso piuttosto che la tranquillità (e la noia?) del proprio ufficio. È sempre più facile trovare posti che offrono una connessione wi-fi gratuita per i loro clienti, e sempre più tavoli sono occupati da portatili, I-pad, tablet e tutta la tecnologia tascabile che al momento potrebbe sfuggirmi di nominare.

Tanto vasto è il fenomeno, che è nato anche un volume, “Out-of-office”, a spiegarlo ed argomentarlo. Così Chris Ward ci svela alcuni segreti: sapevate che Harry Potter è nato in un coffee shop di Edimburgo? Per non parlare del discorso di inaugurazione di Obama il 20 gennaio 2009, scritto ad un tavolino di Starbucks ad opera del 27enne Jon Favreau…

In fondo di cosa si ha bisogno oltre a una tazza di caffè, al proprio portatile e al sentimento di solidarietà che si respira con tutta questa gente attorno, con gli occhi appiccicati allo schermo proprio come voi? E la produttività ne guadagna: creativi, giornalisti e free-lance ve lo confermeranno. Ci si può munire di auricolari alle orecchie per isolarsi dal mondo oppure, come me, scegliere di fare di quel mondo che ci circonda la colonna sonora dei nostri scritti.

Se nel 2002 a Londra hanno cominciato a spuntare coffe shop come funghi dopo la pioggia, è dal 2005 che una connessione wi-fi sempre più veloce e disponibile gratuitamente nei locali ha cambiato il mondo del lavoro, o almeno il modo di lavorare.

Lavorare, mangiare un pranzo leggero, fare amicizie; lavorare, gustare un ottimo caffè, guardare il vicino che si è appena seduto accanto a te; lavorare….

Se il vostro lavoro prevede una buona dose di ispirazione, è nei coffe shop che la troverete. Provate a chiedere al vostro capo un mese “prova” per vedere se anche con voi funziona, magari  riuscirete a stupirlo! Secondo Chris Ward, è l’incontro con altre persone, l’occasionale chiacchiera, il sentimento di condivisione, quello che porta ad una maggiore creatività e concentrazione e rende più piacevole, magari, anche il noioso preventivo a cui stiamo lavorando. Poi se tra un foglio Excel ed un caffè ci scappa un sorriso col biondo seduto dall’altra parte del tavolo, male non fa, ma attenzione: rimaniamo concentrati… in fondo stiamo sempre lavorando no?

Lavorare. In inglese: to have fun. Sometimes.