Il Museo del Novecento di Milano viene sempre un po’ snobbato, sia dal turista, sia dal milanese medio. Sarà che il vicino Palazzo Reale, con le sue mostre, attira di più, sarà che l’arte del Novecento non a tutti piace, sarà quel che sarà, fatto sta che la visita viene sempre rimandata.

Complice il clima autunnale, settimana scorsa ho deciso che era tempo di colmare questa lacuna e, con lo stesso entusiasmo di un bambino delle elementari di fronte ai compiti di matematica, ho varcato la soglia del Palazzo dell’Arengario. E – attenzione, attenzione – mi è piaciuto.

Ecco quindi dieci motivi, artistici e non, per cui vale la pena di farci un salto:

1) Il biglietto costa 5 euro, il che è onestissimo. E spesso è gratis.

2) È poco frequentato e, a volte, una pausa tranquilla mentre fuori Milano corre all’impazzata è proprio quello che ci vuole per rigenerarsi. In più ci sono tante (comode) sedie con lo schienale, accessorio fondamentale per riposarsi come si deve.

3) Dall’ultimo piano si gode di una vista superba su piazza Duomo.

4) Ci sono opere che, al di là dei gusti personali, vanno viste dal vivo. Tra le altre, ecco alcune delle più famose:

  1. Il Quarto Stato, Giuseppe Pellizza Da Volpedo
  2. Bambina x balcone, Giacomo Balla
  3. Forme Uniche della Continuità nello Spazio, Umberto Boccioni
  4. Il figliol prodigo, Giorgio De Chirico

5) Fontana, nel senso di Lucio. E per tre motivi, tutti importanti. Il primo è la Struttura al neon per la IX Triennale di Milano, visibile anche da piazza Duomo; il secondo è il vivace dibattito che si crea inevitabilmente con amici e parenti dopo la visione delle famose tele con buchi e tagli; il terzo è il Soffitto Spaziale, realizzato per la sala da pranzo dell’Hotel del Golfo all’Isola d’Elba.

6) La convalescente di Arturo Martini, perché quella ragazza scolpita, accidenti se rende l’idea della convalescenza.

7) Si può ammirare la Merda d’artista n°80 di Piero Manzoni. E, anche senza bisogno di calpestarla, un po’ di fortuna non fa certo male.

8) Firmando la liberatoria, si possono vedere – ed è proprio il caso di dirlo – le ricostruzioni dell’Ambiente a shock luminosi di Giovanni Anceschi e dell’Ambiente stroboscopico n°4 di Davide Boriani.

9) Fino all’8 settembre c’è la mostra Andy Warhol’s Stardust – Stampe dalla collezione Bank of America Merrill Lynch. «La polvere di stelle evocata dal titolo – si legge sul sito della mostra – non  è solo la polvere di diamante utilizzata in molte stampe, ma è la capacità di Warhol di creare icone scintillanti e immortali».

10) Si esce con la gradevolissima sensazione di non aver buttato i soldi e con un’unica domanda in testa: «Ma perché non ci sono venuto prima?».

Informazioni pratiche:

Museo del Novecento

Palazzo dell’Arengario

Via Marconi, 1

20122 Milano

ORARI

LUN.  14.30 – 19.30

MAR. MER. VEN. e DOM.  9.30 – 19.30

GIO. e SAB.  9.30 – 22.30

L’ultimo ingresso consentito avverrà un’ora prima della chiusura del Museo.

Ingresso gratuito ogni giorno a partire da due ore prima dalla chiusura del Museo.

Ogni venerdì gratis dalle 15.30.

TARIFFE

Intero 5 euro

Ridotto 3 euro