Venticinque aprile è una giornata iniziata con il sole e una passeggiata in pineta, con un rito leggendo la rubrica preferita e un libro d’avventura a un euro e novanta, con i panini all’uovo che sono buoni e la macedonia che fa tanto bene, con preparate il cambio che oggi si sta fuori fino a cena e vabbe’ ci penso io.

Venticinque aprile è motorini usati come fossero divani e macchine come fossero salotti nei parcheggi degli stabilimenti balneari, è voglia di star fuori e godersi il momento, è una collanina molto fricchettona attorno a un collo pallido che presto sarà morèno, è il tono di voce che si alza con il numero di birre bevute in compagnia.

Venticinque aprile è il bagno Ernesta in darsena con il cielo che s’è fatto bigio, con la carbonella accesa sotto la griglia dai bagnini e gente che scarica borse frigo dalla macchina, con i progetti dei lavori estivi e la paura degli esami di fine anno, che sono qui eh, ragazzine felici di aver ancora tempo per la prova costume e bimbetti con le mani piene di patatine offerte dal buffet.

Venticinque aprile è stagionali indaffarati con la speranza per la stagione negli occhi e famiglie che hanno voglia di festeggiare come possono, wi-fi che ancora non sono attivi mi dispiace e cassette cablate per caricare gli iPhone, è giochi a palla? e la sabbia nei capelli, è Radio Massarosa Sound dagli altoparlanti e sorrisi tra adolescenti intimiditi dall’inverno che non se ne vuole andare.

E’ un bacio rubato dietro le cabine e una zumba improvvisata per l’entusiasmo.

Stamattina venticinque aprile è questo, un vento leggero che regala leggerezza a tutti; più tardi venticinque aprile sarà una gita a Sant’Anna di Stazzema, un concerto in piazza al tramonto e parole incise su una lapide, da leggere a voce alta, ché se venticinque aprile possono essere due salsicce cotte alla griglia sul mare è anche grazie a Sant’Anna, a quella lapide e quelle parole.

LAPECHERONZA_25 aprile 2013_01
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LAPECHERONZA_25 aprile 2013_02
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